gli editoriali di paolo bancale

spiritualità nel cattolicesimo? no, c’è solo Materia, Corpo e Immagine

Immaginare un mondo dello spirito che trascenda la materialità ed i vincoli della realtà fisica, e quindi del puro fare ed avere contro la levità impercettibile e sublime dell’essere, questo è ed è sempre stato il punto di fuga della trascendenza pura, dal vuoto buddista all’oggetto della meditazione e del sé, alla ricerca dell’essere nell’essere e di ciò che chiamiamo spiritualità tout court. Essa sfugge alle leggi del tempo e dello spazio, di causa ed effetto, del micro e del macro, dell’immagine e del suono, della ragione e dei sentimenti, essendo essa il portato dell’ascesi in una intuizione incorporea e illimitata di cui l’Oriente sapiente, sufi compresi, ce ne ha aperto nei secoli le porte.
La società erede dei monoteismi venuti dal Medio Oriente ha amato invocare la spiritualità confondendola con i coinvolgimenti e le compromissioni del più gretto principio fisico di realtà, e tra tutte le religioni del cosiddetto Libro, il cattolicesimo ha dimostrato la più stretta artificiosa dipendenza con quanto è non solo Terra ma anche Carne, Sangue e Dolore. Nessuno più di Mel Gibson ne ha saputo interpretare in chiave grandguignolesca l’odore di strazio, di carne e di morte.
Fa inorridire pensare che in venti secoli di cattolicesimo si è andati a cercare il c.d. sacro nelle viscere del corpo umano, dal miocardio, cioè il cuore, “sacro” dell’uomo-dio Gesù a quello non meno idolatrato di sua madre: il “sacro” prepuzio del pene di Gesù festeggiato dalla Chiesa cattolica il 1° gennaio di ogni anno; un budello femminile come la vagina di cui, con lo sbandieramento di una presunta verginità, se ne festeggia la non pervietà in alcuni personaggi cattolici a cominciare da Maria, anche se h anno partorito; il concepimento di Gesù vantando l’assenza di coito e di sperma maschile; la celebrazione delle c.d. stimmate quale presunto messaggio della loro divinità attraverso la ulcerazione purulenta e profonda di parti del tessuto cutaneo. Per non dire poi che per ogni proclamata “assunzione al cielo” di Gesù e Maria c’è in ballo uno spostamento di “quintali” di carne corporea dalla massa terrestre e suoi equilibri gravitazionali.
Scarsa fantasia o vera ossessione congiunta con un morboso interesse al negativo per la naturale sessualità, tranne che nelle perversioni diffusissime nel clero cattolico della pedofilia e della pederastia? E che dire del ruolo masochistico assegnato al dolore fisico riscontrabile nella ricerca di orgasmo attraverso l’autoflagellazione e il cilicio? Dolore quale pseudo aberrante purificazione abusata nella diffusa pratica della tortura da parte dei tribunali cattolici, ovvero nell’ardere vivo in pubblico spettacolo dei condannati a morte. E la tanto smerciata immagine di Gesù sanguinante dalla fronte e dalla fustigazione, immagini inutilmente cruente che turbano le menti dei semplici, squallida pratica vittimistica per sedurre alle conversioni ed alle donazioni.