gli editoriali di paolo bancale

Tarzan ... sul tetto che scotta

Il dramma del virus corona che ha imperversato sull’Italia è uno degli argomenti da cui si muove il messaggio icastico della copertina di questo fascicolo, e si muove per mettere in luce un dramma nel dramma, vale a dire quello culturale in quello umano delle stragi causate dall’epidemia. E una volta di più, di fronte ad un virus sconosciuto, si è visto quale ruolo fondante abbia nelle vicende umane la tecnologia in quanto prodotto del libero pensiero finalizzato a realizzare scopi; in questo caso il combattere un male. Eppure di fronte alla mobilitazione del Paese, abbiamo visto preferire con enfasi in sede clericale quel rottame dell’ignoranza e della superstizione umana, detto anche la fantascienza del pensiero premoderno, che è la metafisica.
E così, nello stupore generale, mentre medici e infermieri accorrevano anche dall’estero negli ospedali traboccanti, e si cercavano disperatamente in tutto il mondo specifici apparati medicali, e mentre ogni giorno le cifre dei contagiati e dei morti crescevano incessantemente, l’intellighenzia cattolica non trovava di meglio che far arrampicare sopra al tetto del duomo di Milano, a un centinaio di metri di altezza, il vescovo della città affinchè si sbracciasse in modo gigionescamente ieratico, come uno sciamano siberiano, di fronte a una statua di Maria di Nazareth presente finanche lassù e a cui tentava di parlare dell’epidemia. Una scena da film di Tarzan.
Che dire? L’uomo ha violato la Luna, si trapiantano cuore polmoni e fegato contemporaneamente, si scompone l’atomo e ispezioniamo i buchi neri al confine dell’universo, si collega il cervello direttamente alle protesi : da che parte si debba andare per realizzare dei successi nel campo del reale lo si sa bene, è il progresso scientifico. Il dramma nel dramma cui accennavamo all’inizio consiste , anche nelle fasi più drammatiche del divenire umano, come ha preferito fare la Chiesa di Roma in questa epidemia, di ricorrere alla stessa logica (infantile, insolente, imbelle o strumentale?) dei trogloditi superstiziosi che per far venire la pioggia si sbracciano rivolti al cielo o parlando a un palo.
Superstizione per superstizione, quale può essere il livello di logica e di maturità di pensiero della frangia cattolica della popolazione, imbevuta come è fin dalla nascita di dogmi, catechismo e acritica obbedienza , se poi, anche nel momento tragico delle stragi operate dalla pandemia, pensano che un Tarzan sul tetto dia più affidamento della batteriologia di Pasteur? È la vecchia storia di Galileo e della coazione a ripetere cattolica contro il progresso e la scienza. Si chiama oscurantismo. E lo praticano da sempre.