gli editoriali di paolo bancale

missionarismo alla Wall Street

A ben vedere nel grande crogiolo di popolazioni del pianeta, si possono distinguere delle grandi “associazioni” naturali di fatto quali sono le religioni e gli agglomerati linguistici. Entrambe sono associazioni ma a privilegio ereditario, in quanto la membership non deve essere chiesta poiché viene assegnata automaticamente per nascita ai cosiddetti “fedeli”, e il loro collante è ovviamente il conformismo. Quelle religiose, ovvero le religioni, che raggruppano anche centinaia di milioni di fedeli sparsi sul pianeta, sono tenute insieme da motivi di scarsa rilevanza sostanziale trattandosi prevalentemente di culti, superstizioni, tradizioni, credenze mitiche e cedimenti totalmente acritici al pensiero magico. D’altra parte sono troppo popolose e frastagliate per potersi raccogliere intorno a sviluppi intellettuali e di pensiero. Esse portano a fattor comune devozione e obbedienza a una o più divinità derivate dai loro miti, in cui credono senza saperne alcunché, ma solo quanto basta per avere un punto di riferimento; figura questa, però, fondamentale per i vari cleri, che fungono, nel gioco delle parti, da finalizzati ventriloqui dei numi, ma sono in realtà i veri padroni di queste masse credule e timorate.
Le religioni
La parola “religione”, a parte i cangianti etimi, fin dai tempi di egizi e mesopotamici offrì di sé un mondo esoterico, misterico, aspirante spirituale, metamorale nonché dogmaticamente autoritario secondo la supposta volontà degli invisibili e irraggiungibili dèi iperuranici o ipogèi. E lo spirito, la ratio che le religioni si attribuiscono o vantano, e che a volte nella loro totalizzante veste politica hanno anche perseguito, è di dichiarare di adoperarsi per il bene (visto però secondo i loro standard) delle loro popolazioni, e che in tempi antichi poteva trattarsi di bene morale, familiare, devozionale, igienico ed anche espansionistico. Pretese queste, e spesso inganni, crollate con l’avvento del progresso scientifico, dell’Illuminismo razionalista e dello svilupparsi dell’interscambio di comunicazioni e trasporti. Soltanto in percentuali infinitesime , nel loro meticciato operativo, le religioni , ieri e ancor meno oggi, ci ispirano il concetto di bene al di sopra del proprio io, di misticismo probo e pio, di rinuncia ai comodi vantaggi di casta (tra l’altro pretesi o imposti), di rinuncia a ricchezze e beni materiali (tanti!), di ascesi e autoisolamento dal mondo profano (anche come monaci e cenobiti), di profonda lontananza dal potere (il loro vero linguaggio nella Storia sono state le guerre e le colonizzazioni forzate).
Un’altra “Cosa Nostra”
Siamo immensamente lontani dall’esclusivo perseguimento del Bene dello spirito quali la povertà vissuta come virtù, l’atarassia e distacco rispetto al luccichio dei beni del mondo e della carne, l’umiltà e l’offerta di sé dell’anacoreta e dell’eremita che hanno bisogno di sentirsi immersi nel mondo dell’anima (o psiche), che sarebbero la vera e sola religione che eleva l’Uomo.
Per quanto detto, non sorprenda se le religioni, quale più sfacciatamente e quale finanche con disagio, sono soltanto delle potenti, avide e bugiarde accolite di funzionari, i loro chierici, al servizio della “Cosa loro” con relativa immunità. Sì, perché “Cosa loro è” con le loro ragion di stato, omertà, ladrocinii, pressioni psicologiche ed ipocrita espansionismo che un tempo si chiamava “colonie” ed ora “missioni”. E non c’è tanto da meravigliarsi, poiché è nella realtà della vita che le religioni sono delle immense multinazionali mosse dal superprofitto e dal superpotere (mimetizzato dal loro innaturale potere di influenza sui singoli) e come tali si comportano, forti degli arcana imperii, delle prerogative dei loro tycoons e di uno spietato senso di realtà e del privilegio.
E non contente di tanto underground, alcune tendono ad esibire con vanto quanto alto è il numero dei propri proseliti, e di qui parte la loro promozione di incremento demografico (finanche con guerra ai preservativi) e l’espansione proselitistica fuori dei loro confini, ove tra loro si rubano e si rinnegano i rispettivi dèi alla ricerca di conversioni e apostasie. In questa attività di mercato, quando non di violenza morale, arrivano ad ignorare ogni decoro come, per fare un esempio che dura da anni, nell’ambiguo e non dignitoso mercanteggiamento, oltre a cedimenti sui princìpi, di cui la chiesa cattolica, ingolosita dalla popolosità del Paese, sta dando spettacolo in Cina.
E i bambini?
E poi il proselitismo di massa sui bambini! A proposito della strenua propaganda a fare figli (anche nei paesi oppressi dalla miseria e dalla sovrapopolazione) che la chiesa cattolica promuove dogmaticamente, non ci vengano a dire che riflette il noto “sinite pargulos….” , poiché, almeno in Italia, la chiesa cattolica e chi la rappresenta non ha avuto nei secoli il minimo rispetto per l’infanzia: dalla castrazione dei bambini per poi godersi il canto delle loro voci bianche alla Farinelli, e dalla pedofilia dei preti che dei bambini hanno fatto uno scempio morboso, fino all’incetta dei piccoli per imbottirli di catechismi, leggende inverosimili, rituali discutibili (baciar la mano a preti e suore?) e un ossessivo insegnamento all’obbedienza alla chiesa stessa, col risultato che, come diceva a fine ‘700 il filosofo filo gesuitico de Maistre: “Se ce li fate educare a noi dai 5 ai 10 anni vedrete che saranno nostri e non cambieranno più idea per tutta la vita!”. Con il tristissimo risultato, con questo stupro culturale, di farne sì dei “fedeli”, ma votati al grigiore del conformismo cognitivo poiché è stato loro tolto ogni pensiero critico capace di farli diventare, col crescere, degli adulti intellettualmente autonomi ed eticamente responsabili.