gli editoriali di paolo bancale

cave canem!

La Storia e la geografia politica ci mostrano quale indiscutibile difesa della autonomia e della libertà di un popolo sia rappresentata da una pubblica opinione che si riconosca in un forte senso dello Stato e della propria storia, in specie laddove la dottrina e le mire della Chiesa cattolica, centrate sul principio di autorità del papa su qualsiasi potere statuale, non hanno consentito nell’excursus storico il formarsi spontaneo di un laico senso identitario di indipendenza. Quale destino attende una Italia, così geneticamente fragile per la sua carenza di Senso dello Stato, vitale anticorpo contro il cancro del colonialismo delle sagrestie cattoliche, lo stesso che osò scomunicare Vittorio Emanuele II e Cavour?
Da tempo il Vaticano sta perdendo nel mondo decine di milioni di ex fedeli, fenomeno a cui esso risponde accentuando asimmetriche alleanze con governi deboli o dittatoriali attraverso la creazione di partiti cattolici asserviti e attivando la sua spregiudicata massoneria cattolica. In Italia, pur dopo Porta Pia, ciò ha saputo produrre i due catastrofici Concordati, l’articolo 7 della Costituzione, il partito democristiano gestito dal clero, una battaglia continua per divorzio e aborto e femminismo e diritti civili e contrasto all’evasione fiscale degli enti cattolici, contro la loro presa di possesso delle televisioni nazionali e di parte della stampa, mentre la morsa si sta stringendo sempre di più giugulando una Italia sempre meno cattolica nella popolazione ma sempre più clericalizzata nelle Istituzioni e nella classe dirigente politica.
E non si faccia l’errore di sottovalutare il potere dei preti e delle loro mire, poichè non si tratta di una sporadica polluzione in un momento storico ma del nostro futuro. Non si dimentichi che il cattolicesimo e i suoi preti e papi dal volto ambiguo hanno sempre vissuto, per venti secoli, all’ombra dei loro crudeli eserciti, tribunali, missionari e boia. Il potere gestito dalle religioni e quello delle dittature hanno molto in comune, specie per il cattolicesimo, come mostrano i suoi rapporti privilegiati con Pinochet e con i colonnelli argentini, con Mussolini, Franco, Diem, Horty, Salazar, Pavelic e Stepinac, e Hitler, perseguendo eguali esempi di società oppresse. Si rifletta sul discorso che lo stesso Hitler pronunciò il 26 aprile 1933 alla firma del Concordato tra Germania e Vaticano, rappresentato dal futuro papa Pacelli:
“Le scuole laiche non possono essere tollerate perché tali scuole non hanno istruzione religiosa; l’indottrinamento del carattere e la religione devono derivare dalla fede; abbiamo bisogno di gente che crede.”
Per esempio, “credere” nello sterminio degli Ebrei. E così potremmo dire che quel giorno, tollerati dal papato cattolico di Roma, nacquero il Nazismo ed Auschwitz.