gli editoriali di paolo bancale

cattolicesimo e preti nel mondo: ormai se non violentano bambini non fanno più notizia!

Questa tristissima realtà identitaria resa ormai pubblica dall’impegno etico di una stampa internazionale che non ha obbedito a minacce o promesse compensatorie da parte dei poteri cattolici mondiali , vuole rendere giustizia a una perdurante tragedia dell’infanzia povera a fronte di una aggressione senza scrupoli da parte di una perversa libidine endemica nel clero cattolico mondiale, la cui misura sul piano della religione in se stessa e quindi della sua spiritualità è giudicabile dal precetto espresso dall ‘autorevole arcivescovo di Granada, Francisco Javier Martinez, che ha statuito che “il sesso orale non è peccato se pensi a Gesù” (fonte Wikipedia). Gesù, e come? Trattasi di un sincretismo tra sacro e profano che dà la misura dello squallore morale raggiunto dal finalismo opportunistico cattolico, ignoto finanche ai baccanali orfici. E poi, ci chiediamo, in altri casi, questi preti pedofili debbono pensare a Gesù bambino?!
QUANDO ROMA CONTAVA
Sic Transit... è il panta rei della Storia che noi abbiamo visto in atto con la caduta dell’impero romano, quando la caput mundi cessò la sua funzione politicomilitare a vantaggio dei vari Odoacre o Teodorico. Da quelle ceneri nacque una Roma a misura di barbari e, per rivederne almeno la gravitas di un millennio prima, tocca arrivare al 1493 quando la massima potenza di allora, la Spagna, si rivolse proprio al gran faraone del tempo, papa Rodrigo Borgia, per definire i confini col Portogallo nelle nuove conquiste in America colombiana.
Quando Roma perse le sue virtù, quelle di Attilio Regolo o Marco Aurelio, del diritto , della pietas, del dura lex sed lex, perse anche la sua vis moralis e quindi il rispetto. Ma importò anche una nuova filosofia di vita, non tipo Socrate o Confucio, bensì basata sulle virtù e la adorazione di un nuovo dio a cui tutto era dovuto, sviluppatasi nell’attuale Medio Oriente, ai confini ebraici della romanità. Così la Roma dei Barbari si ritrovò con un nuovo fanatismo e trascorsero una triste e trista manciata di secoli nell’ignoranza, pauperismo, malattie, ,miseria culturale in balia di nuove mitologie, ma tanto bastò per il cui clero che, rispolverò riti e leggende per catturare meglio l’animus della plebe. E si accorse che la cosa rendeva, forzò le conversioni al nuovo credo magico, ne perseguitò l’abbandono e la libertà di culto, Questo fu il negletto bigottistico Medio Evo servo del clero, delle sue passioni e credulità, che però si ritrovò in un giro di secoli al vertice del potere di Stati più ricchi e potenti, e questo portò ricchezze e agi e vizi ai cleri assieme ai primi conati della scienza, alla stampa, esplorazioni e sani scismi all’insegna del non dogmatismo religioso e guerre relative.