gli editoriali di paolo bancale

la destra di Giorgia saprà essere laica?

L’efficientissima nuova primo ministro italiana, Giorgia Meloni, se vuole, ma oggi in verità “dovrebbe”, far dimenticare le sue eccessive simpatie, diciamo “culturali”, per l’antico regime dovrebbe ispirarsi a modelli più veri e più etici. Una persona che, come lei, ha giurato formalmente di “servire la Nazione”, se, anche nel privato della sua borsa intende custodire, per ispirazione metapolitica, una foto che la ispiri nei suoi pensieri, oggi che rappresenta l’Italia sarebbe meglio se avesse quella di Cavour o di Cesare Battisti, e non il ritratto di quell’ autoritario minaccioso narcisista, caporale di becere orde cattoliche, quale è stato Karol Wojtyla, in arte Giovanni Paolo II, illiberale despota alla pari di un Francisco Franco o di un Escrivà de Balanguer che lui tanto ammirava. È proprio il personaggio ritratto nella foto che può dirci quanto la Meloni sia credibile come leader e meno potenzialmente pericolosa per il comune futuro.

Lei asseconda la sua tendenza ad ammirare, o forse a tentare di imitare? un despota in camicia nera ed un altro in veste bianca. Ma questo significa, almeno nelle proiezioni mentali, tradire il fondamentale sentimento della libertà per la quale si può vivere e morire, che il ras Wojtyla ha soppresso dove ha potuto a cominciare dal suo Vaticano, e che, parlando di despoti liberticidi, seppe armare la mano di illuminati idealisti quali Orsini, Bresci, Princip ed anche Ali Agca per amore e bisogno di libertà.

E la Storia rivive in loro.