NonCredo anno XI numero 61 (settembre/ottobre 2019)





immobiliare vaticana s.p.a.

di Federico Tulli, giornalista

Quando l’oggetto di una discussione è la ricchezza “materiale” della Chiesa cattolica, l’attenzione si concentra quasi unicamente sul miliardo e rotti che la Conferenza episcopale italiana incassa dai versamenti dell’otto per mille, sul miliardo e 200mln erogati dallo Stato per gli stipendi degli insegnanti di religione nella scuola pubblica, sugli 800 milioni per le convenzioni su scuole private e sanità “ecclesiastica”, sulle diverse centinaia di milioni con cui lo Stato e gli enti locali finanziano i “grandi eventi” ecclesiastici. E poi ci sono i circa 600 milioni di euro per le mancate entrate derivanti dalle esenzioni Imu (Ici, Tares, Tasi), altri 400 mln tra riduzioni Ires e Irap ed esenzione Iva ed esenzioni doganali, il restauro e la manutenzione degli edifici di culto (200 milioni) e così via. Tutto denaro dei contribuenti che a fine anno, tra una voce e l’altra, supera i sei miliardid di euro travasati dal bilancio dell’Italia a quello della Chiesa, stando alla stima più completa. Che è quella della Uaar che da anni monitora costantemente questo fenomeno “tipicamente” italico. ...


dare a Pietro anche quel che è di Cesare ...

di Paolo D’Arpino, studioso delle religioni

Il primo evasore fiscale assoluto in Italia è la Chiesa cattolica (seguita dalle banche). Il Vaticano detiene il 30% del patrimonio immobiliare sul suolo nazionale e non paga IMU, non solo per le chiese, i conventi, etc. ma nemmeno per le ex chiese ed ex conventi e siti di pellegrinaggio che sono diventati alberghi di lusso o supermarket (con vendita diretta esentasse dei loro prodotti). Inoltre il Vaticano non paga imposte per i servizi ricevuti, anzi viene foraggiato dallo Stato italiano con contribuzioni salatissime (conseguenza dei tristi Patti Lateranensi). ...


una chiesa straricca che finge povertà

di Giovanni Serafini, curator e, r ecensor e, collezionista d’ar te

La povertà è una virtù? Così vorrebbe farci credere la chiesa cattolica nel tessere il sommo elogio della povertà, commiserando i ricchi, incapaci di passare dalla cruna di un ago per raggiungere il paradiso, lasciando intendere che i poveri invece, terribilmente assottigliati dalle privazioni, vi transiteranno agevolmente guadagnandosi l’eterna beatitudine. Non a caso papa Bergoglio ha assunto, con buona dose di improntitudine, il simbolico nome del poverello di Assisi – inizialmente considerato mezzo pazzo, infine fatto santo – per manifestare intenti nominalmente rivoluzionari. ...


laicità dello Stato, di nuovo sui banchi del Senato

di Maria Gigliola toniollo, laurea in economia

In un critico, deprimente, lungo e inopportunamente deferente silenzio, l’appello di fine gennaio lanciato da Carlo Troilo dell’Associazione Luca Coscioni per la Ricerca Scientifica, in vista del novantesimo anniversario della firma del Concordato tra Stato e Chiesa, ha trovato accoglienza e un primo interessante sviluppo formale nella mozione depositata al Senato da un gruppo di parlamentari del Partito Democratico, di Liberi e Uguali, di +Europa e di rari eretici a 5 stelle. Nella premessa della mozione si definiscono i privilegi della Chiesa Cattolica in contrasto con la crescente secolarizzazione della società italiana “dove i cattolici praticanti sono circa il trenta per cento della popolazione e scendono al di sotto di questa percentuale fra i giovani”. ...


i “concubini” di Prato e la pubblica gogna

di Dario Lodi, saggista

Un anti-italiano come tutti i sudditi religiosi del Vaticano. Una storia allucinante che ci dice che cosa può essere la Chiesa se solo le si consente di essere se stessa, cioè quella dittatura ideologica e repressiva che è sempre stata. E poi si critica l’Islam! Dall’anatema di Prato alla ghettizzazione la strada è breve, mentre della pedofilia nel clero il vescovo non ne parlava benchè fosse assai fiorente. Il matrimonio legale, legge dello Stato, viene pubblicamente definito “scandaloso” e così pure i cittadini italiani che ne hanno diritto. ...


laicità e burocrazie

di Raffaello Morelli, storico dellea laicità

Urge che i laici divengano finalmente consapevoli di chi sia in Italia il loro vero nemico, cioè chi si batte contro l’espandersi della laicità nei rapporti quotidiani. L’atteggiamento anticlericale che continua a serpeggiare tra i laici è ormai, più che obsoleto, dannoso in quanto il vero nemico lo utilizza per dissimularsi e tessere più tranquillo le proprie trame contro il metodo civile laico. La Chiesa resta lontana anni luce dai laici, ma la sua diversità è chiara sui principi e innesca un confronto culturale aperto garantito dalla libertà di religione. Un confronto che dai laici esige determinazione nel sostenere le proprie impostazioni, mai dimenticando di imperniarsi nel costruire la convivenza sulla diversità degli individui e non sulla loro uguale identità. ...


Mullah Nasruddin, erede musulmano dello zen ...?

di Maria Gentilezza, saggista orientalista

Sheik Nasruddin (o Nasreddin Hodja) era un selgiucide (ma altre etnie se ne disputano l’appartenenza), nato nel villaggio di Hortu in Sivrihisar, provincia di Eskisehir, che si trova nell’odierna Turchia, egli morì nel 13° secolo in Akşehir, nei pressi di Konya, una capitale del Sultanato Seljuk di Rum. Nasruddin è considerato un filosofo populista e un uomo saggio, appartenente alla congrega dei sufi, ricordato per le sue storie e aneddoti a volte spiritose, a volte sagge, ma spesso anche un po’ pazze o prese per in giro. Comunque ogni storia di Nasruddin cela un sottile umorismo ed ha una funzione pedagogica. Un festival internazionale sul Mullah viene celebrato ogni anno tra il 5 e il 10 luglio nella sua città natale. Parlare dell’esistenza fisica e delle avventure del Mullah Nasruddin, personaggio mitico, è un po’ come ipotizzare la permanenza di Gesù in India. A volte la leggenda assume forme quasi comprovabili, con riferimenti e testimonianze. In Kashmir, ad esempio, esiste una tomba in cui si afferma sia stato sepolto Gesù dopo la finta morte della crocifissione e la sua seconda e definitiva fuga in India (la prima avvenne negli anni della sua giovinezza dopo la presentazione al Tempio sino alla sua ricomparsa in Palestina all’età di trent’anni in cui iniziò la sua predicazione). ...


Mistero buffo

di Dario Lodi, saggista

Dario Fo (1926-2016) ha scritto moltissimo e si è divertivo moltissimo. Vanta anche un premio Nobel per la letteratura, facilmente discutibile, ma in qualche modo meritato per le sue battaglie civili. Intendiamoci, Fo non è mai andato oltre la superficie delle cose, evitando di conoscere i meccanismi storici che hanno portato alla dominazione del capitalismo. Ma certo è meglio di niente. Forse più consistente è stata la moglie, Franca (mancata tre anni prima di lui) che pagò con una violenza fisica il suo attivismo. Entrando maggiormente nel merito, va detto che i due (lei collaborava ai testi e alla recita) sono stati determinanti nel mettere in piazza i panni sporchi del potere e della religione. Lo hanno fatto a voce alta, specie Fo che si assunse la carica di araldo della comunicazione avversa al sistema. Ne aveva la stoffa e la voce. ...


ateismo e idolatria pagana nella Cappella Sistina

di Enrico Galavotti, filosofo delle religioni

Ci sono voluti 14 anni di restauro per riportare al loro splendore gli affreschi michelangioleschi della Cappella Sistina in Vaticano. Ogni minuto di lavoro è stato ripreso dal network televisivo nipponico Ntv. Il Giudizio Universale, in particolare, può essere considerato l’opera artistica più manipolata della storia. Tutto quello che è stato rimosso era falso e non tutto il falso, purtroppo, s’è potuto rimuovere. Persino gli interventi non censori ma semplicemente tecnici, compiuti nel passato, per conservare al meglio l’affresco, si sono rivelati dannosi: p.es. quelli compiuti con le colle animali per dargli lucentezza, come se fosse un dipinto e non un affresco (tecnica, questa, che richiede grande abilità di esecuzione, in quanto si deve dipingere su un intonaco che resta bagnato al massimo sei ore). ...


le religioni dovrebbero “salvare” l’uomo?

di Raul Arpino, filosofo orientalista

Scriveva Bernardino del Boca: “Il messaggio divino d’amore e di fratellanza di Gesù Cristo, la filosofia del Buddha, la saggezza di Socrate, l’umiltà di Leonardo da Vinci, l’esempio dei santi, dei saggi e dei pensatori di tutte le epoche, non rappresentano la cultura. Sono come le stelle in cielo, luminose e lontane, spesso dimenticate. L’uomo dimentica di contemplare il cielo come dimentica di ascoltare la voce della saggezza”. ...


ebrei non sionisti: chi sono i “Difensori della città”

di Antonio Carone, storico

Nel cuore di Gerusalemme esistono ebrei che non riconoscono lo Stato di Israele, si rifiutano di servire nell’esercito, considerano il sionismo un’ideologia perversa, supportano attivamente la causa palestinese, si rifiutano di pregare al Muro del Pianto e usano come lingua l’yiddish. Sono i Neturei Karta, letteralmente “I Difensori della Città”. La loro roccaforte è il quartiere ebraico ultraortodosso di Mea Shearim. Hanno contatti diretti con esponenti di Hamas ed Hezbollah. Occupano le loro giornate studiando testi religiosi, non usano armi, in quanto la difesa è solo ideologica, tramite eventi pubblici, conferenze, manifestazioni, e incontri insieme a diversi leader politici nel mondo. Sono totalmente contro ogni forma di collaborazione politica col governo sionista. Non prendono soldi e non partecipano alle elezioni del parlamento. ...


ma un ateo può bestemmiare?

di Valerio Pocar, già prof. di Bioetica e Sociologia del diritto, univ. Milano

Che cosa mai è questa bestemmia per la quale si arriva a punire con la morte come un omicidio? A pensarci è uno schierato atto partigiano: se bestemmiavi Gesù o Geova erano frustate o il rogo, se invece ce l’avevi con Allah, Confucio, Buddha o Shiva, allora per i cattolici eri, e sei, sulla giusta strada della conversione o del pentimento. Ci può essere criterio più becero? Quando è così coinvolgiamoli tutti, a cominciare da quelli più velleitariamente protetti e puniti in questo Paese così tanto a-laico. ...


l’obbiettivo di tante religioni: l’oppressione del “diverso” e la sua morbosa commistione con la sessualità umana

di Sandro Gallittu, Uff. Nuovi Diritti - CGIL, laurea in giurisprudenza

La presa di coscienza a livello internazionale e interetnico dei diritti civili dei tanti cittadini che sono stati perseguitati dalle religioni, con pene che vanno dalla morte al carcere e all’ostracismo, per la loro lotta civile di ricerca di rispetto per il loro mondo affettivo e per la loro persona. Un noto collaboratore di NonCredo ha seguito la pacifica ma molto vissuta manifestazione libertaria tenutasi a Nuova York. L’obbiettivo della laicità dello Stato come antidoto all’oscurantismo giuridico che in Italia in materia è fomentato dalle influenze, pressioni e interferenze degli interessi dottrinari e politici vaticani e dal conformismo cattolico. ...


la Bibbia tra religione e laicità

di Claudio Mangano, filologo

La Bibbia (i libri) consta di 39 testi denominati ANTICO TESTAMENTO e 27 NUOVO TESTAMENTO. I secondi possono essere considerati un’aggiunta cristiana fatta per ottenere credito da parte di una setta ebraica, altrimenti emarginata e dimenticata come tante. La costituzione della prima parte, l’Antico Testamento, si deve a secoli d’elaborazione di tradizioni orali, adattate da 72 studiosi nel III sec. a.C. ad Alessandria d’Egitto alle esigenze culturali del tempo. L’operazione dei “settanta saggi” diede valore letterario all’opera. La loro traduzione dall’ebraico al greco ne favorì la diffusione e il carisma. La successiva traduzione dal greco al latino (famosa quella di San Gerolamo, IV sec. d.C., detta “Vulgata”) con l’aggiunta dei fatti cristiani, scritti fra il 55 e il 124 d.C. in greco, completò la vicenda biblica. ...


il clero nelle religioni

di Luca Berardi, studioso delle religioni

L’istituzione del clero nasce come forma di controllo dell’istituzione religiosa, ciò è soprattutto evidente in ambito cattolico. Il clero è composto da quella parte di sacerdoti che, nell’ambito della religione, ha un ruolo distinto e spesso direttivo ed anche ben retribuito. Che sia ben retribuito è ovvio in quanto rappresenta un “organo di controllo della fede”, un po’ come avviene per le istituzioni civili, funzionari e burocrati o le forze di polizia e dell’esercito, in uno stato. Nel Nuovo Testamento la parola “clero” compare già col significato di “parte eletta” dei fedeli. ...


8x1000, 2 milioni in meno di “benefattori”

a cura di Francesca Patti

In sette anni, il numero di italiani che hanno deciso di destinare l’otto per mille dell’Irpef alla Chiesa cattolica è diminuito di circa due milioni. È calata però complessivamente anche la quota di contribuenti che hanno espresso una scelta in dichiarazione dei redditi e questo fatto, insieme all’aumento dell’importo assoluto dell’otto per mille, ha permesso alla Cei di non risentire dal punto di vista finanziario - almeno per quest’anno - del calo delle preferenze. Su un totale di circa 40,8 milioni di contribuenti, poco più del 43 per cento ha espresso una preferenza mentre le scelte non espresse valgono circa il 56,5. ...


i credenti sono tali prima ancora di nascere

di Roberto Tirabosco, saggista

Lo schema fideistico delle religioni, sovrimposto alla spontanea rivelazione dello spirito in noi, continua ad offuscare la semplice coscienza di esistere, di appartenere ad un tutto inscindibile di cui siamo parte integrante. Prima ancora di essere cristiani, maomettani o buddisti, noi siamo “coscienza” ma tale consapevolezza è talmente nascosta che la nostra intrinseca natura viene sommersa da una pletora di idee, costrizioni e strutturazioni precostituite da vari credo religiosi. Un recinto che impedisce la libertà espressiva in termini di spiritualità naturale dell’uomo. Basti vedere l’uso improprio che viene fatto del termine “laico” dalla religione cattolica, sottintendendo si tratti di persona non "ordinata" ma membro della religione. ...


quella svolta negativa della chiesa romana chiamata “Riforma Gregoriana”

di Anna Manuzzi, storica

Nei manuali di storia medievale, normalmente, la riforma gregoriana viene vista in maniera positiva, poiché con essa - si dice - Gregorio VII seppe "por fine" all'anarchia ecclesiastica dei due secoli precedenti. E, altrettanto naturalmente, si fa capire che questo era l'unico modo per risolvere il problema dell'anarchia. Che un problema di anarchia effettivamente esistesse, nessuno può metterlo in dubbio. La chiesa romana era in balìa delle famiglie nobiliari più potenti della capitale. Tuttavia, gli storici raramente si chiedono le motivazioni socio-culturali di tale anarchia. Ragionando in termini esclusivamente politici, essi ne addebitano le cause allo scarso prestigio, alla indebolita autorevolezza della chiesa istituzionale: di qui il giudizio positivo nei confronti della svolta autoritaria di Gregorio VII. Lo storico, al massimo, giudica negativamente quegli aspetti dogmatici della riforma che oggi risultano, in virtù dell'avvenuta secolarizzazione dei costumi e dei valori, particolarmente sgraditi. Ma il valore della riforma in sé non viene messo in discussione. Assai raramente uno storico riesce a supporre che l'anarchia ecclesiastica avrebbe potuto essere risolta con un maggiore senso democratico della vita sociale, civile e quindi nell'ambito della stessa chiesa. Di regola lo storico dà per scontato che la chiesa non sia capace di vera democrazia, in quanto non è mai stata (se non nella primissima fase) un'istituzione democratica; per cui egli ritiene inevitabile il ricorso alla forza quando si tratta di risolvere problemi di organizzazione interna (specie se questi portano appunto all'anarchia). ...


il rinnovamento della letteratura araba

a cura di Andrea Cattania, ingegnere e epistemologo

“Scrivo in una lingua che mi esilia”. Nato nei pressi della città di Latakia, in Siria, Ali Ahmad Sa’id adottò fin da giovane lo pseudonimo Adonis, dal nome dell’amante di Afrodite, per sottolineare il proprio impegno nel rinnovamento morale e culturale del mondo arabo. L’esilio è per il poeta siriano-libanese il grande dolore che costituisce uno dei motivi ricorrenti nei suoi versi. Dopo avere studiato legge e filosofia all’Università Siriana di Damasco fu costretto infatti a trascorrere parte del servizio militare in carcere, lasciò la Siria nel 1956 con la moglie e divenne cittadino libanese. ...