NonCredo anno XI numero 62 (novembre/dicembre 2019)





intorno al miracolo

di Dario Lodi, saggista

La vulgata afferma che dicesi “miracolo” un fatto inspiegabile. La scienza alzerebbe le mani di fronte a un fenomeno che non riesce a focalizzare con gli strumenti di cui dispone attualmente. ...


miracoli sporchi

di Paolo Bancale

“Un miracolo, in teologia, è un evento straordinario, al di sopra delle leggi naturali”. Questa è la definizione data da Wikipedia. Centro del concetto sono quindi le leggi naturali, unicamente frutto della speculazione intellettuale e della ricerca scientifica dell’uomo. Esse mutano con il tempo diacronico, con il cosiddetto progresso, e pertanto diviene normale che ciò che, per ignoranza, poteva essere considerato un miracolo ieri, oggi è una ricorrente vicenda naturale. ...


Gesù, mago spirituale

di Paolo d’Arpini, studioso delle religioni

Una volta che ci si rifugia nella fantasiosa illusione di azioni inconcepibili nella realtà come miracoli, portenti e prodigi, come mari che si aprono, morti che risuscitano, case che volano, camminate sull’acqua e moltiplicazioni di oggetti, che differenza passa tra un dio e un mago che fanno le stesse strane cose?
Giove, Geova, Gesù, Allah, Shiva, Manitù se la battono a gara con Mago Merlino e colleghi. Con il concetto di Magia l’uomo pensa di liberarsi dalla sua finitezza e dai limiti della realtà e della natura: questa è la grandezza della mente umana e delle fantasie di cui è capace. ...


miracolo? No, è solo una questione di tempo

di Andrea Cattania, ingegnere e epistemologo

L’evento prodigioso, il miracolo, viene attribuito alla divinità nelle sue varie forme (dio, madonna, santi) e viene ritenuto vero da molti credenti. In realtà il successo di simili eventi si spiega con la credulità di un’ampia fascia di fedeli e con la ricca attività di mercato che li circonda. La parola “miracolo” esprime lessicalmente la misura della nostra ignoranza del reale e del possibile. Qualsiasi cosiddetto miracolo resta tale soltanto “per ora”, poiché il progresso scientifico quanto prima lo spiegherà. ...


l’Umanesimo a-religioso e naturalista cinese

di Giuditta Piazza, saggista

La civiltà cinese ha un dato fondamentale dal quale non ha mai derogato, nel corso della sua lunga storia millenaria: un umanesimo concentrato con naturalezza sulle sole risorse umane nell’ambito e nella comunione con il tutto. A ben vedere, la civiltà cinese rispecchia il principio darwiniano per cui sopravvive il più adatto (non il più forte, in senso fisico, come è stato spesso travisato). ...


discussione laica e commento politico alla sentenza sul suicidio assistito

di Raffaello Morelli, storico della laicità

Una sentenza non trionfale.
Hanno commesso un classico errore civile i laici che hanno celebrato la sentenza della Corte Costituzionale sul fine vita (25 settembre ’19) come un trionfo della libertà nella convivenza. L’errore non è per il contenuto della sentenza, che ha letto giustamente la Costituzione in chiave di istituzione laica. L’errore sta nel fatto che, siccome, nella convivenza quotidiana, i laici riescono poco a far emergere le loro impostazioni (nonostante siano suffragate dai fatti), allora si contentano di definire vittoria ogni evento non contrario ai loro desideri e poi si occupano di altro. ...


quando la vita è martirio non è “dono” di nessuno ed è rispedibile al mittente

di Maria Gigliola toniollo, Senior Consultant, Synergia - Initiatives for Human Rights

C’è chi pensa che la vita sia un dono e chi un contratto in comodato d’uso… Nonostante offra frequenti abbagli libertari, nessuna rassicurante dispensa da vecchi, ottusi paradigmi assolutistici arriva da parte della Chiesa di Bergoglio in tema di eutanasia e di suicidio medicalmente assistito, ne è prova la lievitante agitazione d’oltre Tevere in “difesa della vita dall’inizio alla fine”, sempre più incalzante nei pressi del giorno della Sentenza della Consulta sul caso Cappato, dopo la disperante nullità di un Parlamento che aveva perso un anno intero senza legiferare e dopo l’accorata allerta alle truppe parlamentari di parte, nonché a chi sovraintende, non importa se ad essere avversato con tanto accanimento fosse niente meno che l’esercizio responsabile di libere scelte individuali. ...


Habemus Superpapam

di Giovanni B.d. Serafini, curatore, recensore, collezionista d’arte

L’abbandono del ministero petrino da parte di Joseph Ratzinger il 28 febbraio 2013, non si sa se perché sfiancato dal groviglio di interessi, di scandali e di lotte intestine tra sempre meno governabili potentati curiali o se impaurito dalle voci di un complotto per toglierlo di mezzo e far posto ad Angelo Scola, arcivescovo di Milano, è un evento esplosivo anche per i non credenti. ...


il Catechismo Universale e la pena di morte

di Enrico Galavotti, filosofo delle religioni

Si è fatto un gran discutere, in ambienti pacifisti e non-violenti, come ad es. Amnesty International, circa le motivazioni che possono aver indotto la chiesa cattolica ad accettare -come risulta dal paragrafo 2266 del recente Catechismo Universale (CCC)- la pena di morte, seppure “in casi di estrema gravità”. Le motivazioni (ideologiche s’intende) sono -a nostro parere- di natura sia religiosa che politica. ...


rosari, crocifissi e laicità dello Stato

di Valerio Pocar, già prof. di Bioetica e Sociologia del diritto, univ. Milano

A (il cittadino che s’informa) Hai ascoltato il discorso del presidente del Consiglio dei ministri, a metà agosto, quando ha deciso di rassegnare le dimissioni? Finalmente parole chiare.
B (il cittadino che non s’informa) No, non l’ho ascoltato. Non mi occupo di politica.
A Guarda che qui la politica, la politica come la pensi tu, qui c’entra poco. Qui è una questione che va oltre la politica.
B Beh, dimmi un po’. ...


Monsieur Ibrahim e i fiori del Corano

di Dario Lodi, saggista

La storia vede un ragazzino ebreo che ruba, per sopravvivere, nel negozio parigino gestito da un vecchio arabo interpretato da Omar Sharif (grande prova attoriale). Il padre del ragazzino è un fallito, abbandonato dalla moglie, fuggita con il figlio maggiore, e lascia vivere il figlio in mezzo alla strada. Un giorno nel negozio si presenta un’attrice che somiglia a Brigitte Bardot per comprare una bottiglietta d’acqua che il negoziante fa pagare un occhio della testa, dicendo al ragazzo presente, con bonarietà: “Lo faccio per ripagarmi di ciò che mi rubi ogni giorno”. Lungi dal denunciarlo o dal cacciarlo, lo riempie invece di cibo e bevande e se lo fa buon amico. Il ragazzino (di nome Momo) si affeziona al negoziante, ancora di più quando il padre lo lascia definitivamente per suicidarsi sotto un treno. Gli lascia anche i pochi soldi rimastigli. ...


solstizio d’inverno - il buio da cui rinasce la luce

di Roul Arpino, filosofo orientalista

Con il mese di dicembre le giornate si accorciano sempre più, fino al solstizio d’inverno, che rappresenta la giornata più corta dell’intero anno, dopo la quale il periodo di luce prende gradualmente ad aumentare di nuovo, riportandoci alla luce interiore.
Nel momento del solstizio le “forze oscure” sono in maggioranza ma si percepisce la “luce interiore” o “bene” che inizia la sua ascesa. Dopo aver toccato il fondo sentiamo il richiamo sostanziale della coscienza che - come da sua natura - si pone a emendare ciò che è disdicevole per la crescita del nostro carattere. ...


processo a Dante - antigiudeo e antislamico

di Paolo D’Arpini, filosofo orientalista

Erano partiti prima i giudei con la denuncia che la Divina Commedia contenesse nozioni antiebraiche, poi si sono aggregati anche gli islamici lamentando che il poeta criticò ferocemente il loro profeta Maometto.
A dire il vero è dal marzo 2012 che se ne parla, a partire da un articolo apparso sul Corriere della Sera, e da allora la cosa è andata parecchio avanti e le “sparate” contro Dante Alighieri e la Divina Commedia, hanno fatto strada… conquistando le pagine del Web e scomodando fior di commentatori. ...


come una religione può fare violenza a se stessa

di Roberto Tagliabosco, filosofo orientalista

Ogni cosa segue un suo percorso ciclico. E sarà così anche per il sionismo, ora che apparentemente questo “potere distintivo” del nostro secolo sembra giunto al culmine ecco che giungono le avvisaglie del suo declino.
Ma iniziamo con il cercare di capire come e quando è nato questo sionismo. Solitamente si ritiene che esso sia originato da un filone di pensiero, sorto all’interno della comunità ebraica, verso i primi anni del secolo scorso (od alla fine del precedente) ed abbia trovato una sua prima attuazione concreta nella fondazione di Israele. Questo fatto è stato comunque accompagnato da una forte crescita dell’influenza di un certo “ceto” ebraico nel campo economico e della finanza mondiale. Il nido in cui tale influenza ha potuto svilupparsi si trova negli USA, il cuore dell’America, ed in parte anche in Inghilterra. Fu proprio in seguito a questa forte influenza che l’Inghilterra acconsentì alla cessione della Palestina, al termine del secondo conflitto mondiale, affinché gli ebrei (vittime di persecuzioni e sterminio) potessero fondare (o rifondare) una loro patria. La famosa “terra promessa”… Ed il ritorno in quella casa ideale avvenne con una celere penetrazione e occupazione del territorio palestinese, considerato “proprio”. ...


Tommaso Moro - un controverso umanista

di Luca Berardi, storico

Non è stato un caso che la chiesa cattolica abbia aspettato 400 anni prima di canonizzare sir Thomas More, decapitato dal re Enrico VIII per aver rifiutato il suo "Atto di supremazia sulla chiesa inglese", chiamata poi anglicana. Nel 1935 forse nessun cattolico italiano conosceva l'opera più importante e più "scomoda" del Moro, eccettuati naturalmente i molti accademici che volentieri la consideravano come un libello comico-satirico, privo di qualsiasi valore politico, e comunque inadatto alla sensibilità del cittadino cattolico "medio", troppo conformista per accettare le "stravaganze" dell'autore in materia di tolleranza religiosa e soprattutto di giustizia sociale. Ecco perché nessuna casa editrice cattolica tradusse mai il pamphlet agnostico e antiborghese del cancelliere: Sul migliore assetto dello Stato, ovvero L'isola di Utopia. La miglior versione integrale resta sempre quella della Laterza. Viceversa, la censura fu meno pesante nei confronti delle opere scritte durante l'anno di reclusione nella Torre di Londra. In effetti l'ideologia contenuta in quest’ultime poteva essere ricollegata più facilmente alle posizioni cattolico-romane tradizionali, anche se ad es. non mancano riferimenti espliciti alle teorie conciliariste allora in auge. In modo particolare si prestava ad essere strumentalizzata la decisione di disobbedire al re per motivi di coscienza. ...


La vita di Gesù secondo il giovane Hegel

di Ennio Galarico, filosofo delle religioni

L'ateismo del giovane Hegel è abbastanza evidente nella prima organica opera della sua vita, La vita di Gesù (1795), in cui già nella prima riga egli scrive, sotto l'influenza di Kant e Fichte: "La ragion pura incapace di ogni limite è la divinità stessa" (Scritti giovanili, Guida Editori, Napoli 1993, p. 331). E nella stessa pagina: "Lo sviluppo della ragione è l'unica sorgente della verità". Indubbiamente se in Germania non vi fosse stata, quasi tre secoli prima, la riforma protestante e, nello stesso periodo del giovane Hegel, la rivoluzione in Francia, i cui principi filosofici (non politici) erano stati ereditati e sviluppati appunto dall'agnostico Kant e dall'ateo Fichte, Hegel non avrebbe mai potuto scrivere in quel momento parole che sul piano formale non potevano certo essere definite come "confessionali"; non per nulla le sue tre opere fondamentali dedicate al cristianesimo, scritte in gioventù, non furono mai pubblicate, temendo egli conseguenze per la propria carriera accademica (e dimostrandosi in questo meno coraggioso di Fichte). L'esegesi biblica di Hegel è tuttavia poco coerente con questi presupposti filosofici vicini all'ateismo, e infatti i suoi critici parleranno di "criptoateismo". E questo per varie ragioni.. ...