NonCredo anno XII numero 63 (gennaio/febbraio 2020)





Iconografia ed uso del corpo nelle religioni

di Paolo d’Arpini, studioso delle religioni

Il rispetto per il corpo e per la fisicità in generale, in quanto mezzi materiali per l'espressione spirituale, non può trasformarsi in un tripudio escatologico in cui lo "spirito", meglio definito "Intelligenza e Coscienza", viene ridotto ad una iconografia materialista. Purtroppo quasi tutte le religioni, soprattutto quelle occidentali, indulgono nelle simbologie fisiologiche nel rozzo tentativo di esaltare il loro credo. Diceva bene Gustavo Rol nel suo elogio alla modestia ed alla semplicità: "Più una cosa è semplice più è veritiera". Al contrario il sistema politico-religioso resta avvinghiato a forme immaginarie ed alla loro frammentarietà, con una sterile avversione a ciò che è naturale. Il risveglio di un nuovo essere umano globale deve emergere dalla modestia anche nell'immagine e nella descrizione, solo così l'uomo può salire alla consapevolezza che la sua natura custodisce da sempre. (ndr) ...


il concetto centrale di VUOTO nel pensiero buddhista

di Paolo D’Arpini, filosofo orientalista

Il Vuoto, o l’Assoluto, tutto contiene e tutto trascende. Il Vuoto perciò non è vuoto. È l'espressione di una energia spirituale conosciuta nelle antiche tradizioni orientali come energia primigenia. Questa energia non solo dà forma al mondo fisico, momento per momento, ma si relaziona con la coscienza individuale di tutti gli esseri. Questa matrice universale, non differenziabile tra creatore e creatura, è in verità una "idea" condivisa da tutte le filosofie non dualistiche, è definita Tao o Senza Nome, nel Taoismo; Brahman o Assoluto nell’Advaita; Sunya o Vuoto nel Buddismo. La scienza contemporanea, in termini quantistici, rivela che la distinzione tra mondo materiale e spirituale è un errore. Non c'è dualità, l'universo è la manifestazione di quell'unica "sostanza" e sia il mondo fisico che spirituale prendono forma da essa che compenetra ogni cosa in quanto Coscienza. (ndr) ...


in margine all’accostamento iconico cattolico-indù di copertina

di Dario Lodi, saggista

Irrazionalità del paradiso e dell’inferno
Per quanto riguarda la religione occidentale, la cattolica, il culmine dell’iconografia avviene dopo il concilio di Trento (1545-1563) e si caratterizza in modo particolare durante l’epoca Barocca. La Chiesa romana doveva dimostrare la sua rinascita spirituale, in attesa di quella materiale. I papi non si rendevano conto che, grazie a Martin Lutero e Giovanni Calvino, il potere romano – trionfante, almeno formalmente, con la creazione a suo tempo del Sacro Romano Impero, continuazione ideale di quello augusteo – era ormai tramontato a favore del potere laico. Lutero e Calvino, a loro volta, erano stati scavalcati dai principi tedeschi che si servirono del loro proselitismo per avvicinare la massa a sé, allontanandola dalla chiesa. Nella gran confusione del ‘600, periodo di guerre terribili, la religione tradizionale tramontò definitivamente. Cominciò la ricerca della sua sostituzione con qualcosa di più concreto, di più umano e razionale. La nascita della scienza moderna fu la prima testimonianza di una responsabile reazione umana all’irrazionalità del paradiso e dell’inferno. ...


carne, sangue e corpo come segni di divinità

di Dario Lodi, saggista

La comunione è il rito più complesso, quello centrale, della messa cristiana e soprattutto presso la Chiesa cattolica, questo rito ha un’importanza capitale in quanto si vuole presumere che l’assunzione dell’ostia equivalrebbe, nella mitologia di quella religione, ad assumere corpo e sangue di Gesù Cristo che si darebbe anche per presente al rito stesso. Il fenomeno ha radici profonde e una lunga storia nel corso delle quale si è dispiegato in vari modi. Le radici sono di natura psicologica: nella psiche, formatasi in millenni, si è stampata, in altrettanti millenni, una costruzione fantastica che riguarda la ricerca dell’immortalità o, in subordine, per ragioni pratiche, un’esistenza ricca e serena con la mentalità del “carpe diem” e cioè di una buona vita corrente. Una buona continuità di vita corrente va a sostituire l’idealismo, l’eutopia utopica appartenente al concetto di immortalità. Avviene, insomma, una dicotomia costituita da una realtà evidente e una realtà possibile. La prima legata all’immanenza, la seconda all’eternità. Mentre l’idealismo esprime idee, il realismo agisce cercando di rendere veri, come conseguenze superiori, i suoi atti. Pensiamo alle prime società che uccidevano i nemici e si cibavano delle loro carni, avendo come scopo l’assunzione della loro forza. Lo stesso facevano con gli anziani, pensando di ottenere così la saggezza. Oppure, come gli i Maya, Aztechi e gli Inca, che sacrificavano i loro giovani e ne strappavano il cuore palpitante da offrire alla divinità affinché fosse ad essi benevola. Facesse piovere o far splendere il sole. ...


il culto del “corpo” va oltre la morte

di Francesco Blasco, prof. di geonomia, chimica e biologia

È noto che, da tempi immemorabili, i credenti si aggrappino a formule di salvezza attraverso quel corredo illusorio costituito da invocazioni, preghiere, digiuni, penitenze, processioni, autoflagellazioni (oggi meno diffuse ma non del tutto scomparse come, ad esempio, nelle Filippine e in certe ricorrenze islamiche sciite) e mortificazioni di ogni genere nel tentativo di superare quell’ostacolo ineluttabile che è la fine e la conseguente dissoluzione del corpo. È, questa, una spinta che, in vario modo, accomuna diverse civiltà con varianti più o meno significative, ma tutte dettate da quella forma di istinto biologico che riguarda i viventi senza distinzione alcuna: l’istinto di conservazione! Nell’ambito del cristianesimo cattolico, oltre alle forme suindicate, i credenti si affidano anche a oggetti o parti di persone ritenute speciali (beati, santi...) considerate tali (dopo la morte). Quando Stendhal scrisse che “...tutte le religioni si fondano sulla paura della maggioranza degli uomini e sulla furbizia di una minoranza” non aveva torto; l’aspetto della paura era già stato evidenziato da alcuni filosofi (tra questi David Hume, per il quale la religione avrebbe la sua genesi nel sentimento del timore e, conseguentemente, in una speranza di salvezza dopo la morte), quello della furbizia era e continua ad essere appannaggio clericale. ...


fede e realtà - Considerazioni emergenti dal viaggio papale in Africa australe

di Raffaello Morelli, storico della laicità

Il viaggio apostolico del papa in Madagascar e alle Mauritius, fornisce ai laici un ulteriore spunto circa la necessità di impegnarsi per irrobustire ancor più la laicità quale metodo con cui adeguare le regole del convivere. Di fatti il papa, presentato quale grande innovatore, lo è solo nelle forme, mentre nella sostanza è un fermo assertore della dottrina tradizionale della Chiesa. Anche ora, ha insistito abilmente su due punti ovvi sotto il profilo religioso, però inutilizzabili nella società civile. La quale migliora solo praticando la laicità civile, non la fede. In questo viaggio apostolico, i due episodi rilevanti al riguardo sono stati il primo in un paese e il secondo nell’altro. ...


I progetti della “Luca Coscioni” al Congresso di Bari

di Maria Gigliola toniollo, Senior Consultant, Synergia - Initiatives for Human Rights e Sandro Gallittu, Cgil Nazionale – Ufficio Nuovi Diritti

“Fiera delle Libertà”, questo il titolo e soprattutto lo spirito del Congresso 2019 dell’Associazione Luca Coscioni per la Ricerca scientifica, dove si è preso atto della risolutiva separazione dell’Associazione dal Partito Radicale. Il Congresso si è svolto a Bari in ottobre, una “fiera” di obiettivi laici per eccellenza, oltre centocinquanta esperti si sono incontrati sui temi più tradizionali dell’Associazione: libertà di ricerca scientifica, inizio e fine vita, salute riproduttiva, antiproibizionismo, disabilità, agricoltura, su temi più nuovi come intelligenza artificiale e modificazioni genetiche in campo umano e vegetale e su specifiche emergenze come il problema dei rifiuti, ex Ilva, Xilella. ...


i diritti civili nell’argastolo

di denise Amerini, CGIL resp. carcere

La Corte Costituzionale ha emesso, il 23 ottobre scorso, una sentenza in merito all’ergastolo ostativo, pena che non da la possibilità di accedere ad alcuna misura alternativa né ad alcuna forma di beneficio, per i detenuti ai quali si applica l’art. 4 bis dell’Ordinamento Penitenziario, dichiarandone la parziale incostituzionalità, nello specifico in merito al comma 1.La sentenza si pronuncia, infatti, riguardo la possibilità di concedere permessi premio, cioè alcune ore o qualche giorno all’esterno del carcere, a ergastolani ostativi, condannati per associazione mafiosa o che non siano collaboratori di giustizia. ...


matrimoni, sorpasso del rito civile

di Francesca Patti

Ci si sposa di più, ma sempre più vecchi e sempre più facendo ricorso al rito civile, con l'eccezione del sud Italia dove la chiesa resta la prima scelta delle coppie. Il maggior numero di nozze tra persone dello stesso sesso e di bambini nati fuori dal matrimonio, invece, è nelle grandi città. Nel 2018, per la prima volta nella storia, i matrimoni con rito civile hanno superato quelli con rito religioso e oggi rappresentano il 50,1% del totale delle unioni, a fronte del 49,5% dell'anno precedente. L’aumento del rito civile è in parte spiegabile, spiega l’ Istat, con l’aumento delle tipologie di matrimonio che vi fanno tipicamente ricorso. Tuttavia, la scelta di celebrare il matrimonio con il rito civile si sta affermando rapidamente anche nei primi matrimoni (dal 27,9% del 2008 al 39,1% del 2018). Il report dell'Istat su matrimoni e unioni civili nel 2018 è l'ennesima fotografia dell'Italia: un paese in cui l'età è sempre più alta, dove è sempre più difficile metter su famiglia e dove le scelte che mettono in crisi la tradizione fanno fatica ad attecchire nel paese più profondo. ...


aiutare a morire secondo coscenza

di Valerio Pocar, già prof. di Bioetica e Sociologia del diritto, univ. Milano

Medico 1. Caro collega, hai letto che la Corte costituzionale ha pronunciato la sentenza sull’assistenza al suicidio? Medico 2. Ma non aveva già faatto l’anno scorso? 1. No, l’anno scorso aveva lasciato capire il suo orientamento, concedendo un anno di tempo al Parlamento perché emanasse una legge sull’argomento. Il Parlamento non ha fatto nulla e la Corte adesso ha detto la sua. 2. Non sono informato, ma immagino che abbia ribadito che l’assistenza al suicidio resta un reato. 1. Questo era l’auspicio di tutti i benpensanti, a cominciare dalle gerarchie ecclesiastiche, ma la Corte ha detto che chi aiuta il suicidio, in certi casi, non è perseguibile penalmente. 2. Ma dai! Vuol dire davvero che è lecito aiutare qualcuno a morire? ...


il deismo inglese

di Enrico Galavotti, filosofo

Una filosofia religiosa che rivendicò l’autonomia di una fede sganciata da esigenze di tipo ecclesiastico, che non comportò l’accettazione di alcuna confessione particolare e che anticiperà i presupposti dell’ateismo illuministico.
Un merito non riconosciuto Secondo Cornelio Fabro, e noi gli diamo ragione, il deismo nasce in Inghilterra a partire dall’opera di Herbert di Cherbury (1582-1648). Tuttavia chi ha letto Telesio, Bruno o Campanella farebbe fatica a non pensare che in questa triade, avvezza a distinguere in maniera abbastanza netta la ragione dalla fede, non vi siano già i presupposti fondamentali di quella moderna filosofia religiosa che ha anticipato l’ateismo illuministico francese. ...


perchè il buddhismo non è una religione

di Paolo Bancale

Tutte le religioni, estinte o attuali, credono in una o più divinità, credono nell’esistenza dell’anima destinata a sopravvivere alla morte, fondano le loro credenze su teofanie, ovvero su un corpo di dottrine rivelate direttamente da un dio. Queste caratteristiche mancano totalmente nel buddhismo. Il fondatore di questo insegnamento, unico ed originale nella storia dell’umanità, non fu né un dio, o un suo figlio, o un profeta o un veggente: egli fu soltanto un essere umano, di nobili natali, un principe figlio di re, che abbandonò i privilegi connessi al suo rango per dedicarsi alla ricerca della verità. ...


Magic in the Moonlight

di Dario Lodi, saggista

«Il mondo può anche essere privo di scopo ma non è del tutto privo di una certa magia».
La frase viene enunciata, a un certo punto, dalla zia del protagonista del film (zia Vanessa, interpretata da Eileen Atkins) al protagonista Colin Firth (qui modesto), follemente innamorato di una ragazza (l’attrice è Emma Stone, passabile) sino a poco prima sua rivale. Il film s’intitola “Magic in the Moonlight”, soggetto, sceneggiatura e regia di Woody Allen, un autentico maestro del cinema. Questa maestria si può ammirare nelle sue varie pellicole (non tutte memorabili) accomunate da un’ironia amara per le tragiche sorti dell’umanità. ...


musica e religione

di Sergio Mora, musicologo

La musica e la religione hanno costituito, sin dalle origini delle civiltà, un connubio in cui la presenza del sacro si identifica con il suono. Nelle religioni più antiche, localizzate nei paesi asiatici, il suono allo stato puro, costituiva il principio della meditazione in cui l’uomo trovava se stesso al di là della parola. Nella religione ebraica, attraverso la cultura espressa dai salmi e dalla centralità del “verbo”, la musica diventa sostegno della parola, la ritualità della conoscenza “divina” entra nel calendario della vita. I testi biblici, che già prevedevano la trasmissione della conoscenza attraverso il canto, fanno della musica il “medium” più sicuro per la sua divulgazione. La musica è quindi sempre al servizio della “conoscenza rivelata”. ...


la foga di Carlo Pisacane

di Dario Lodi, storico

Carlo Pisacane duca di San Giovanni (1818-1857), non fu soltanto il noto rivoluzionario semi-mazziniano, bensì fu anche un intellettuale di notevole levatura e uno scrittore molto interessante. Dei suoi testi, il migliore è senza dubbi il Saggio sulla rivoluzione, terminato di scrivere nel 1857 e pubblicato postumo nel 1860. Lo scritto risente, in particolare, delle teorie di Bakunin (noto agitatore sociale del tempo) e di Proudhon (un simpatico sognatore di comunità perfette). Non di Marx, quasi ignoto a Pisacane. L’idea del Nostro era di esortare i contadini a liberarsi dei latifondisti e del regime borbonico (per nulla bonario, come appare in certe opere: il politico inglese William E. Gladstone fu testimone – e lo denunciò pubblicamente – del comportamento incivile dei Borboni, rei di soffocare ogni idea liberale con carcerazioni preventive, torture e distruzione d’interi paesi). Essi dovevano capire quali fossero i diritti naturali dell’umanità e ribellarsi dal giogo secolare. ...


catechismi vs etica

di Roberto Tirabosco, filosofo orientalista

Un’idea morale ed un’etica utopica esercitano sovente un grande appeal attrattivo su molti intellettuali. Come tutte le idee aldilà della portata attuativa rischia però di diventare un’altra forma di “ismo”, una ideologia che si prefigge attraverso i suoi propagatori di elevare la coscienza con il solo risultato di contribuire a ulteriormente dividere la società umana in “credenti” e “infedeli”, buoni e cattivi. Insomma una religione che inneggia alla morale ed all’etica manca spesso di capacità attuativa e come tutte le finalità religiose resta un ideale alla portata di pochi “eletti” disgiunti dal contesto umano. ...


Attualità della Storia naturale della religione di David Hume

di Ludovico Ellena, laurea in filosofia

Il filosofo torna spesso sui maggiori nemici di ogni religione, ossia il sapere o l'amore per la verità, qualità che attirano le maledizioni di ogni inquisizione più che mai interessata a lasciare la società nell'ignoranza e nella superstizione. (ndr). ...


religioni e scienze naturali dalla preistoria ad oggi

di Andrea Cattania, ingegnere e epistemologo

Dopo centomila anni di evoluzione e molti di religioni non siamo ancora riusciti a eliminare vecchie superstizioni e visioni antropomorfiche. E non è detto che ci riusciremo in un prossimo futuro. Quale è il destino delle religioni e dei relativi miracoli sui quali si reggono? Per certo anche le promozioni delle squadre di calcio in Italia vengono attribuite a miracoli, quindi alla finzione del cosiddetto sopranaturale. Fa testo al riguardo il Bologna Calcio aiutato a restare in Serie A da una madonna delle sue parti. Ecce Homo! (ndr). ...


oriente vs occidente

di Roberto Tirabosco, filosofo orientalista

A partire da questo volume di NonCredo l’autore, eminente studioso e conoscitore dell’universo delle religioni con particolare approfondimento per quelle dell’Estremo Oriente e dell’India, ove ha soggiornato a lungo, tratterà di aspetti comparativi o simmetrici tra le civiltà e culture dell’Est e del’’Ovest a riguardo di culti, fantasie, comportamenti, norme sociali e aspetti dottrinari in campo religioso e socio-religioso. (ndr). ...


la religione del mio tempo

di Andrea Cattania, ingegnere e epistemologo

Un intellettuale a trecentosessanta gradi. Regista, scrittore, poeta, sceneggiatore, drammaturgo, giornalista, Pier Paolo Pasolini ha lasciato nella cultura del ventesimo secolo un lascito di grande spessore, anche se accompagnato da violenti contrasti da parte dei suoi non pochi detrattori. Nel campo della poesia, la sua opera copre un arco di tempo di più di un trentennio: dal 1942, l’anno della pubblicazione di Poesie a Casarsa per la Libreria Antiquaria Mario Landi di Bologna, al 1975, quello della sua morte, quando Garzanti riunì in un unico libro le sue composizioni più note, come Le ceneri di Gramsci, La religione del mio tempo, Poesia in forma di rosa, Transumanar e organizzar, oltre ad alcune poesie inedite. Nei limiti dello spazio di questa rubrica dobbiamo accontentarci di ricordare pochi versi, scelti fra quelli più significativi della sua vasta produzione intellettuale. La raccolta Le ceneri di Gramsci, pubblicata da Garzanti nel 1957 con il sottotitolo "Poemetti", comprende poesie già pubblicate tra il 1951 e il 1956 e prende il titolo da una poesia immaginata davanti alla tomba di Gramsci nel Cimitero acattolico di Roma. ...