NonCredo anno XII numero 65 (maggio/giugno 2020)





che cosa prega chi prega?

di Gianni Simonati, medico psichiatra e psicoterapeuta, laurea in filosofia

È strano il modo in cui gli uomini pregano. Nella preghiera vengono ripetute delle formule sempre uguali, come se colui al quale si rivolge l’orante fosse sordo e indifferente invece che onnisciente e infinitamente buono come chi prega se lo raffigura. Perché si chiede continuamente il perdono nella preghiera? Perché si esalta e si rendono incessantemente lodi al “Signore”? Il più narcisista dei sovrani terreni si stancherebbe di tanta adulazione, ed allora perché il fedele non pensa che se ne stanchi anche il suo sovrano celeste? Perché il fedele sente sempre che le sue lodi non bastano ad appagare e soddisfare il suo dio. Insomma che cosa prega chi prega? e chi crede di pregare? e poi pregando o non pregando cambia mai qualcosa? Soprattutto questo aspetto è il lato tragico di ciò che chiamiamo preghiera. ...


non sono di nessuna religione

di Davide De Pretto, dottore di ricerca in filosofia

Molto spesso a livello pubblico il credente invoca norme che vincolino ai suoi contenuti di fede anche il non credente, mentre questi chiede solo che ognuno sia libero di scegliere da sé. ...


fa “festa” come strumento mitico-rituale delle religioni

di Gilberto Mazzoleni, già ordinario di Antropologia culturale Uni. Roma

Sul “senso” della festa come sospensione del tempo “comune” e come attivazione di una dimensione mitico-rituale esiste un’ampia bibliografia. Le esigenze di ricorrere alla festa, con una periodicità più o meno calibrata, sono talmente diffuse che, si potrebbe dire, non esiste una società umana che non fondi il suo stesso esserci nella dialettica oppositiva e complementare festivo/non festivo.
Certo, non si può parlare di un fatto culturale che abbia il rigore (del tutto astratto) di una categoria universale: ogni cultura ha le proprie problematiche, le proprie esigenze e le proprie feste. Ciò è tanto più evidente se, considerando il tempo festivo che pertiene ad una delle tante società “tradizionali”, lo paragoniamo a quello funzionale ad una società “complessa” che, nella sua dinamica articolazione, distingue tra feste civili e feste religiose”. ...


cosa chiamiamo religione?

di Alessandra Pedrazzini, archeologa

La religione non va mai valutata secondo fattori di verità, poiché non si può mai dichiarare che un fatto religioso sia “vero”. La religione è un fatto umano, un prodotto dell’esperienza: quanto essa dichiara non ha rilevanza se sia vero o no ai fini della funzione antropologica che essa si troverà a svolgere. ...


materialismo e spiritualismo nelle religioni

di Carlo Tamagnone, filosofo

Per quanto non ci sia religione che non rivendichi consistenza spirituale al proprio divino, nel senso di immaterialità, da un punto di vista gnoseologico a leggere attentamente i vari testi sacri e le dottrine che ne derivano si costata un discrimine netto. Vi è il monoteismo che include fini materiali, sociologici e politici, vi è l’ascetismo orientale che richiede invece la rinuncia ad essi, considerati corruttivi della liberazione dalla materia. È ben vero che nella dialettica religiosa nel corso del tempo appaiono o scompaiono, si radicano o sfumano, tendenze secondarie che si oppongono alle linee dottrinarie principali; resta il fatto che è possibile suddividere le dottrine religiose in tre gruppi. 1°, religioni dove il divino crea la materia, la ordina, ne dispone e fonda un potere religioso su base umana; 2°, religioni dove il divino prescinde dalla materia; 3°, religioni che in qualche modo identificano il divino con la natura. Siccome in tutti e tre i tipi il divino è intelligenza assoluta, ciò che li distingue è l’attributo della potenza infinita, assiomatico nel 1° tipo, assente nel 2° e nel 3°. ...


l’evoluzione e il dubbio

di Andrea Cattania, ingegnere e epistemologo

Da oltre un secolo si sono affermate importanti conferme della teoria dell’evoluzione, ma i creazionisti continuano nei loro tentativi di falsificarla, pur senza disporre di prove scientificamente valide. ...


tanti dèi vuol dire tanti cleri

di Paolo d’Arpini, studioso delle religioni

L’istituzione del clero nasce come forma di controllo dell’istituzione religiosa, ciò è soprattutto evidente in ambito cattolico. Il clero è composto da quella parte di sacerdoti che, nell’ambito della religione, ha un ruolo distinto e spesso direttivo ed anche ben retribuito. Che sia ben retribuito è ovvio in quanto rappresenta un “organo di controllo della fede”, un po’ come avviene per le istituzioni civili, funzionari e burocrati o le forze di polizia e dell’esercito, in uno stato. Nel Nuovo Testamento la parola “clero” compare già col significato di “parte eletta” dei fedeli. ...


la misura della laicità

di Raffaello Morelli, storico della laicità

Quanti mi leggono su NonCredo da qualche anno, sanno già che non concepisco una laicità anticlericale. Una simile concezione era motivata alle origini dalla necessità di battersi contro un’istituzione religiosa oppressiva nei fatti della libertà di pensiero individuale; però al passar del tempo – e al progressivo prevalere laico nella cultura della convivenza – la laicità si è evoluta per la stessa propria fisiologia interna. Questo perché è una concezione strutturata in modo assai differente dalla religione. ...


carceri ai tempi del coronavirus

di Denise Amerini, CGIL resp. carcere

L’emergenza coronavirus sta mettendo tutti a dura prova, nella difficile, ineludibile esigenza di conciliare le libertà democratiche con i limiti imposti alla libertà personale dalle necessità di garanzia e tutela della salute. Viene chiesto a tutti noi di agire procedure di prevenzione e profilassi: uso di dispositivi di protezione individuale, rispetto di norme igieniche stringenti, mantenimento delle distanze fra le persone, “distanziamento sociale”.
Chiediamoci (ma se lo dovrebbero chiedere prima di tutti il Ministro della Giustizia e il Capo del DAP) come questo sia possibile in carcere, con un sovraffollamento cronico: a febbraio di quest’anno del 120%. Con celle piccole, fatiscenti, malsane, dove sono costrette a convivere troppe persone, dove i servizi igienici sono tutto tranne che igienici. ...


chiesa e celibato, binomio inscindibile?

di Maria Gigliola Toniollo, Senior Consultant, Synergia - Initiatives for Human Rights

Fulgida gemma della Chiesa cattolica, alla disciplina del celibato sacerdotale è stata attribuita nei secoli autorità apostolica e una rappresentazione teologica a imitazione della vita di Cristo in castità e sacrificio, tuttavia il nesso tra celibato e vita sacerdotale non è strutturale, ma storico: è una legge del clero e può essere modificata in qualsiasi tempo e da qualunque pontefice. ...


laicità nell’emergenza

di Sandro Gallittu, Uff. Nuovi Diritti - CGIL, laurea in giurisprudenza

Il difficilissimo momento che il nostro paese ha dovuto affrontare e la conseguente innegabile priorità che le questioni legate alla gestione dell’emergenza hanno avuto in questa fase non possono far perdere di vista da un lato le questioni che rappresentano il nostro impegno e, dall’altro, alcune specificità che la situazione di emergenza ha acuito e reso più evidenti. ...


Simone Weil

di Massimo Piermarini, docente di filosofia

Simone Weil (1909-1943), filosofa, sindacalista rivoluzionaria, volontaria anarchica nelle file repubblicane nella Guerra di Spagna, membro della Resistenza antinazista, al termine della sua esistenza, nel 1942, in una lettera a Joseph- Marie Perrin riconosce che bisogna avere cura di se stessi, della propria autobiografia spirituale e propone, quale opzione, una fede implicita, che esclude l’adesione ad una confessione religiosa. ...


il martirio di Giulio Cesare Vanini

di Dario Lodi, saggista

Giulio Cesare Vanini (1585 Taurisano, Terra d’Otranto, Puglia – 1619 Tolosa) è morto due volte: non lo ricorda quasi più nessuno. Eppure è un personaggio importante per l’evoluzione del pensiero umano, sino all’emancipazione dai preconcetti religiosi. Riconosceva come suo maestro Pietro Pomponazzi (1462-1525), uno dei maggiori umanisti italiani, assertore della capacità umana di vivere senza tutori celesti e strenuo negatore dell’immortalità dell’anima, nonché del mondo concepito dalla filosofia Scolastica (Dio è sopra ogni cosa, ostacolando il pensiero umano). Il pensiero di Vanini può essere riassunto in questa frase: Tutte le cose religiose sono false e sono finte dai principi per istruire l’ingenua plebe affinché, dove non può giungere la ragione, almeno conduca la religione. ...


il dio nascosto e la musica di Schoenberg

di Sergio Mora, musicologo

Nato a Vienna nel 1874, in un laboratorio socio-culturale di disgregazione politica e di nuove concezioni scientifiche, Schoenberg sente in sé la vocazione musicale come impulso di rifondazione dello stesso linguaggio espressivo, favorito da una insolita curiosità conoscitiva tipica dell’autodidatta. ...


IN EXITU di Giovanni Testori

di Dario Lodi, saggista

Testo tuttora imbarazzante, IN EXITU di Giovanni Testori è un urlo disperato contro il mondo intero, quello convenzionale, quello tradizionale, da parte di un omosessuale marchettaro, tale Gino Riboldi, interpretato magistralmente da Franco Branciaroli. Il testo è estremamente volgare, impastato di sangue di dolore cosmico, senza alcun ritegno, come denuncia contro la sordità del sistema sociale nel quale un uomo è costretto a vivere per sopravvivere. ...


i dieci comandamenti (parte prima)

di Valerio Pocar, già prof. di Bioetica e Sociologia del diritto, univ. Milano

Non credente. Caro signor Mosè, grazie di essere venuto. Ho cercato più volte di parlare col Suo superiore, ma non sono mai riuscito a trovare un indirizzo valido e la posta mi è sempre tornata indietro. Mosè. Parli pure, caso mai riferisco. NC. Vorrei parlare con Lei dei dieci comandamenti. Prima di tutto, però, mi deve togliere una curiosità. Sono stato, da turista, sul Sinai, una gita che merita, perché il luogo è davvero suggestivo e il panorama magnifico. Però è anche una bella scarpinata. Come ha fatto a portarsi giù in spalla le tavole della legge? Finché pensavo che il decalogo fosse quelle dieci frasettine che ci racconta il catechismo, non mi ero posto il problema. Poi, però, ho visto che nella Bibbia il testo è alquanto più lungo e tutta quella pietra doveva pesare parecchio… Dico così perché L’ho vista sempre rappresentato coi corni in testa e una lastra di pietra in mano. ...


Freud antropologo occasionale della religione

di Enrico Galavotti, filosofo

Il Freud di Totem e tabù (1913), L’avvenire di un’illusione (1929) e Mosè e il monoteismo (1938) aveva accettato l’idea, sulla scia di Darwin, che vi fosse una certa relazione tra le fasi dello sviluppo del singolo individuo e quelle dell’umanità. Cioè aveva ritenuto possibile che l’umanità, alle origini, si comportasse come un bambino. In particolare è in Totem e Tabù che Freud prende le mosse dalla teoria darwiniana sull’orda primordiale. Al pari di altri primati, i nostri più remoti progenitori sarebbero vissuti in branchi, dominati da un capomaschio, un padre-padrone tirannico e geloso, che possedeva le donne del clan e le teneva gelosamente lontane dagli altri maschi. La lotta per sostituirsi al capo era crudele e poteva concludersi con la sua uccisione. ...


il sovrannaturale nel passato e presente (ma anche futuro …)

di Andrea Cattania, ingegnere e epistemologo

Tale concetto di costrutto essenzialmente letterario e non scientifico ci presenta da un lato persone dotate di cultura scientifica, non inclini a fare concessioni a ciò che trascende il mondo reale, e dall’altro quelle disposte a fare atti di fede verso eventi ancorché incredibili come è tipico del pensiero religioso e di quello magico. In una serie di contributi culturali che seguiranno su queste pagine, si anticipa un’attenta analisi culturale, storica, antropologica e geografica di un’istanza semantica quale la soprannaturalità che propone una pura speculazione senza ricorso dimostrativo. ...


nè di venere nè di marte...

di Francesca Patti

Non è certo una novità: gli italiani sono uno tra i popoli più scaramantici e superstiziosi al mondo e soltanto in Europa ci piazziamo ben al terzo posto (58% della popolazione dichiara di esserlo) dopo lettoni (60%) e cechi (59%). Non c’è che dire, l’Italia è una Repubblica fondata sulla superstizione. Lo siamo un pò tutti, solo che ci dividiamo in due tipi: i superstiziosi perché ci credono davvero e quelli «perché non si sa mai». Sicuramente avrete ancora sentito qualcuno dire: «Io non sono superstizioso ma se vedo un gatto nero cambio marciapiede... perché non si sa mai». ...


il carnevale della croce

di Andrea Cattania, ingegnere e epistemologo

Nell’arco di oltre mezzo secolo Alda Merini ha conquistato il pubblico con i suoi versi incandescenti, pubblicati fin da quando aveva solo sedici anni (La presenza di Orfeo) fino alle numerose raccolte, alcune delle quali pubblicate postume. Qualcuno forse ricorda ancora le espressioni utilizzate da personaggi illustri: “un’intensità concettuale, raggiunta di colpo, per via di istinto” (Giacinto Spagnoletti); “versi orfici, così settentrionali” (Pier Paolo Pasolini); o come Cesare De Michelis che, in Poesie d’amore - In segreto e in passione (1999), scrive: “Vide giusto Renato Minore descrivendo come ‘molecole di narratività’ in movimento vorticoso le tracce di esperienze che accendono la fantasia e l’invenzione”. ...


quanti NonCredo?

di Paolo Bancale

Se le religioni sono un emotivo quanto arbitrario teorema della cultura antropologica, è anche vero che da dodici anni questa rivista, NonCredo, di quel teorema è l’unico e razionale corollario esistente sulla scena italiana. Non ha, è vero, tirature che possano influire sulla detta scena nazionale, però è innegabilmente in grado di svolgere autorevolmente, come nei fatti fa, il ruolo di testimone e suggeritore di quella categoria del pensiero che è la “NonCredenza”, il mondo di relazioni “ReligionsFree”, ed offrire regolarmente un raro florilegio di spunti culturali, politici, storici, filosofici, giornalistici, ateistici e a-dogmatici che rappresentano importanti momenti e oggetti di riflessioni autonomamente esistenziali per tanti intelletti che resistono “liberi” nella società italiana così vischiosa, conformista e clericale. ...