NonCredo anno XII numero 66 (luglio/agosto 2020)





il culto degli organi umani

di Michael Pintauro, laurea in tecnologia dell’arte, studi in filosofia

Il corpo è la forma e la materia che ci è più immediata, tanto che possiamo dire di essere il nostro proprio corpo; eppure in gran parte non lo possiamo conoscere se non esplorando il corpo degli altri. Forse proprio questo carattere misterioso e ambiguo (io ho il mio corpo o io sono il mio corpo?), che tanto ci appartiene, ha fatto sì che diventasse uno dei primi oggetti di culto della storia dell’uomo.(ndr) ...


la differenza tra mitologia e teologia

di Carlo Tamagnone, filosofo

La teologia, tentando di filosofeggiare, normalmente “annuncia” i vari dèi, mentre la mitologia, più prosaicamente, li racconta fino al gossip, li scolpisce, li dipinge, li caricatura e si diverte con le loro storie arci-umane e favolistiche, ove le varie componenti umane, sovrumane, di amore, di odio, di sesso o eroismo si mescolano per il miglior “divertimento” dei credenti. Ed in questo tutte le policrome mitologie delle più varie religioni si comportano nello stesso modo. Il cattolicesimo si attribuisce una mitologia molto pronunciata. ...


tra religione e società

di Grazia Aloi, psicoanalista

“Totem e tabù” è un libro di Freud del 1913. Egli tentò di trovare similitudini tra la mentalità selvaggia e quella nevrotica del conflitto, fondate sui concetti di “ambivalenza” e di “spostamento”: “voglio ma non posso e, dunque, se succede ciò che desidero, non sono io il responsabile”. Ossia, “il totem è responsabile del mio tabù”. Nel clan, i figli maschi aborrirono la regola del Padre di avere le femmine per sé; ciò comportava che loro non potessero avere rapporti e visto che esse appartenevano alla stessa famiglia vi era un altro problema da risolvere: l’Incesto. I maschi decisero di uccidere il Padre per liberare loro stessi dal divieto e le femmine dall’obbligo incestuoso. Si creò il TOTEM come introiezione dell’immagine del Padre e il TABÙ di non toccare le femmine del proprio Clan, madri e sorelle che divennero oggetto di scambio tra i maschi di clan differenti. La promiscuità sessuale comportò la libertà ma anche il dovere di fare i conti per sempre con i concetti di Totem e di Tabù. ...


dal mondo digitale all’intelligenza artificiale

di Andrea Cattania, ingegnere e epistemologo

Il ritmo di evoluzione del mondo attuale ci appare elevatissimo, ma è destinato a diventare sconvolgente dopo che l’Intelligenza Artificiale avrà superato una soglia critica, forse più vicina di quanto si potrebbe pensare. (ndr) ...


come nasce una religione

di Silvia Omenetto, scienze storico-religiose

Se la religione è un prodotto storico-culturale, quali fattori sociali e psicologici intervengono nell’atto della sua nascita? Chi è il fondatore di una religione e cosa lo definisce tale? La prospettiva sociologica che qui assumeremo, fotografa l’esatto momento del costituirsi di un’organizzazione umana, quale è la religione, definendo i meccanismi collettivi e individuali che la determinano. (ndr) ...


lo strano caso del malato e del dio assente

di Matteo De Fazio, scienze delle religioni

A ben pensarci, che cosa strana! Giace un malato nel proprio letto. Ha paura, si sente in pericolo. La propria vita è minacciata e il dolore lo pervade e contrista. Per sua buona sorte è ben assistito e rincuorato da amici e parenti intorno a lui. I medici e il personale gli parlano, lo consolano, alleviano con la loro presenza e professionalità il suo dolore. Ora, egli avrebbe buon diritto di placare le sue ansie ma ciò non succede. Perché? Perché il malato non vede, in quello stato di prostrazione, colui che, forse, più di chiunque altro, vorrebbe affianco a sé: quel dio in cui è stato abituato a riporre le più ardue speranze da quando è nato, ma dio non parla, non si vede, non si manifesta. Quel dio lungamente pregato e in cui il povero infermo ha da sempre tanto confidato se ne sta silente, indifferente, invisibile, impalpabile. ...


come nasce il “soprannaturale”

di Antonio Nardi, fisico

Di fronte a domande apparentemente senza risposta, l’uomo tende da sempre a fare ricorso all’immaginazione, generando miti e leggende su cui fondare un tentativo di spiegazione. È nato così il mondo del soprannaturale, che si è poi esteso a quasi ogni altra attività umana. (ndr) ...


buddismo come arte di vivere

di Roberto Tagliabosco, studioso religioni orientali

“Spezzato il circolo vizioso, conquistata la libertà dal desiderio, la fiumana, prosciugata, non fluisce più; la ruota, infranta, più non rivolve. Questa, solo questa, è la fine del dolore” (Buddha Sakyamuni, in Udana, VII, 2)
Si narra che il Buddha nacque intorno al 465 a. C. da una ricca famiglia della stirpe dei Sakya che dominava una parte dell’India himalayana. Fu allevato e crebbe nel lusso principesco, si sposò ed ebbe anche un figlio. Ma anche lui conobbe le miserie umane, incontrando durante alcune sue passeggiate: un vecchio, un cadavere ed un mendicante. ...


ateismo contro ateismo

di Giovanni Soriano, psicologo

La ricerca di una terminologia al positivo, conforme alla realtà e alla ricerca di senso, ma che non paghi tributo a forme lessicali negative e quindi carenti di individualità. A-teo? No. “Ateo” tout court è l’ateismo vincente. Come è noto, esiste una minoranza di persone che, strano a dirsi, non riesce a concepire il mondo così come, sotto innumerevoli variazioni, lo concepisce gran parte dell'umanità: e cioè creato da un'entità sovrannaturale che aleggia sopra di esso e lo sorveglia, per la quale gli esseri umani costituiscono un bene assai prezioso, ma che non tollera gli si manchi di riconoscenza. (ndr) ...


la laicità dopo il COVID19

di Raffaello Morelli, storico della laicità

La pandemia Covid19 avrà almeno una conseguenza non negativa: limiterà parecchio il conformismo sociale. Perché, con gran dispetto del mondo dell’informazione di massa, dopo il Covid19 è assai più difficile rifiutare i fatti e drogarsi con la sicurezza del sogno ideologico o religioso consistente nel “tutto è sempre sotto controllo”. La convivenza e le istituzioni devono esser preparate in ogni momento a fronteggiare disagi anche forti e pericolosi. Nella vita reale i diritti non sono mai una condizione di natura, in cui cullarsi. Sono una conquista umana da manutenere tramite meccanismi funzionanti tutti i giorni. ...


dal virus alla curia vaticana

di Maria Gigliola Toniollo, Senior Consultant, Synergia - Initiatives for Human Rights

Un tragico vento del tutto inedito ha soffiato e soffia sull’umanità di questo anno bisesto, del Covid-19 se ne discuterà a lungo e da tanti punti di vista. Il punto religioso ha privilegiato l’early morning, la messa papale dell’alba quotidiana trasmessa dalla cappella della residenza Casa Santa Marta dalla prima rete Rai, da Discovery Channel, dal canale dedicato TV2000 e chissà da che altra emittente, mentre in ogni telegiornale che qualcuno manda in terra il posto d’onore era occupato dai passi salienti dell’allocuzione papale. ...


l’emergenza e la compressione dei diritti della persona

di Sandro Gallittu, Uff. Nuovi Diritti - CGIL, laurea in giurisprudenza

C’è stato chi, all’inizio dell’emergenza sanitaria, l’ha voluta paragonare, superficialmente e improvvidamente, a una livella, come a dire che, in fondo, gli eventi imprevisti della vita o anche quelli previsti ma non relativamente al “quando”, come la morte, rendono le persone uguali e non distinguono più tra condizioni personali differenti. Niente di più erroneo e, appunto, superficiale: l’emergenza COVID19, come tutte le crisi, ci ha visto benissimo e ha perpetuato vecchie discriminazioni rendendole ancor più evidenti ed odiose. Sembra superfluo sottolineare che le crisi distinguono sicuramente per status economico, sociale e culturale ma è utile soffermarci su alcune questioni, con un fine solo esemplificativo e non certo esaustivo, relativamente alle quali il mancato riconoscimento dei diritti individuali nella fase ordinaria ha provocato un’ulteriore compressione nella fase straordinaria. La sovrabbondanza della legislazione di emergenza impone di procedere solo per brevi cenni avendo come focus il principio di laicità dello Stato. ...


l’eterno conflitto tra potere e sapere

di Antonio Nardi, fisico

In ogni epoca, i sostenitori del pensiero critico sono stati avversati per la loro capacità di mettere in discussione aree di potere consolidate e i rapporti di forza esistenti in un determinato contesto sociopolitico. Fra gli attacchi che essi hanno dovuto subire, i più ricorrenti e talora tragici sono quelli che hanno caratterizzato i conflitti fra religione e scienza (ndr). ...


perchè l’etica non ha bisogno di dio

di Luigi Mazza, filosofo delle religioni

Il primato dell’etica, il discrimine tra bene e male che rende possibile la pace della coscienza del singolo e l’armonia della convivenza tra gli uomini nel rispetto della libertà di ciascuno, costituisce il Credo di Non- Credo. L’assunto non è se sia possibile un’etica senza dio (e quale dio?), bensì come possa essere possibile ammettere un’etica religiosa (e di quale religione?). L’etica nasce con l’uomo, cresce e muore con l’uomo, è la sua inseparabile compagna: non vi è etica senza umanità. (ndr). ...


i dieci comandamenti (parte seconda)

di Valerio Pocar, già prof. di Bioetica e Sociologia del diritto, univ. Milano

Non Credente. Caro signor Mosè, piacere di rivederLa. Nel nostro precedente incontro abbiamo parlato dei primi tre comandamenti. Ha voglia di continuare coi successivi sette? Mosè. Volentieri. NC. Vediamo allora il quarto comandamento, “onora tuo padre e tua madre”. Questo mi pare giusto, purché non si tratti di un padre che applica rigorosamente il principio “Chi gli risparmia la verga odia il proprio figlio, ma chi lo ama lo corregge per tempo” (Proverbi, 13:24). Del resto, anche il Suo dio mi sembra un po’ troppo severo e come genitori preferisco il mio buon papà e la mia buona mamma. Insomma, i buoni genitori sono una fortuna, ma ci sono anche quelli cattivi e c’è poco da onorare. Mosè. Pensiamo a quelli buoni, che sono i più. Onorare i genitori vuol dire anche essere a nostra volta onorati dai nostri figli ed è un modo per sopravvivere al tempo. ...


Gaspara Stampa

di Andrea Cattania, ingegnere e epistemologo

Cantante e suonatrice di liuto, Gaspara Stampa (1523 - 1554) era l’animatrice di uno dei salotti letterari più famosi di Venezia nella prima metà del XVI secolo, il palazzo di famiglia. Qui la madre Cecilia si era trasferita da Padova con i tre figli dopo la morte del marito, avvenuta nel 1531. A Venezia, la bellissima Gaspara condusse una vita elegante e spregiudicata. Entrò nell’Accademia dei Dubbiosi con il nome di Anasilia, da Anaxus, il nome latino del fiume Piave che attraversava il feudo dei Collalto al quale apparteneva il conte Collaltino. Il salotto attirava pittori, letterati e musicisti da tutto il Veneto. Qui Gaspara si esibiva in esecuzioni canore delle liriche di Petrarca. Ebbe diverse relazioni amorose, ma il suo grande amore fu proprio il conte Collaltino, uomo di guerra e di lettere. La relazione si concluse con l’abbandono, e Gaspara attraversò una profonda crisi esistenziale. Quando morì, il 23 aprile 1554, dopo quindici giorni di febbri intestinali, alcuni parlarono di suicidio per veleno, dovuto a motivi amorosi. ...


eutanasia: e se la pensiamo in modo diverso?

di Enrico Galavotti, filosofo

In Italia aumentano i favorevoli a una legge che regolamenti l'eutanasia, anche a seguito della storica sentenza della Corte Costituzionale sul caso Cappato/Dj Fabo, che ha visto il tesoriere dell'associazione Marco Cappato rischiare fino a 12 anni di carcere per aver aiutato il giovane tetraplegico ad andare in Svizzera a morire come chiedeva da tempo. Il 56% degli italiani è assolutamente a favore di una legge, con un ulteriore 37%, a sostegno di una regolamentazione dell'accesso a determinate condizioni fisiche e di salute. Quindi a chiedere l'Eutanasia Legale è quindi il 93% dei cittadini. Ma le religioni di ogni parte del mondo la pensano in maniera diversa. Vediamo in una rapida carrellata come si pongono su questa questione. ...


la roulette della tv di santa Marta

di Paolo Bancale

A differenza di quanto avveniva in periodo democristiano, sì proprio quello di quei baciapile venduti elettoralmente al clero, e di monopolio della statale Rai asservita alla DC delle parrocchie, oggi a guardare il puntuale contenuto di tante stazioni televisive, a cominciare dalla Rai e Sky sembra che il popolo italiano come primo pensiero quando si sveglia di primo mattino non è interessato al meteo della sua città o alle principali notizie della politica nazionale o alle condizioni del traffico o di questi tempi a quante decine di migliaia di morti ci ha fatto arrivare stanotte il coronavirus , ma invece gli punge vaghezza soltanto di sentire con le sue orecchie la voce del papa in persona e di sapere così da lui quale categoria sociale ha estratto a sorte stamane per parlarne. E non c’è 29 febbraio di anno bisestile che tenga: l’amato volto, la voce amica e la categoria umana poc’anzi sorteggiata sono lì sempre, sempre. ...