NonCredo anno XII numero 68 (novembre/dicembre 2020)





i diritti umani nelle 2 italie

di Raffaello Morelli, storico della laicità

Gli italiani credono di meno e praticano di meno (solo un quinto partecipa regolarmente ai riti). Sono triplicati quelli che non credono nell’esistenza di un dio. Sono non più di metà i sostenitori dell’ora di religione a scuola. I favorevoli all’ 8 per mille sono scesi al 43%, superati dai contrari seppure di pochi punti. Crescono l’ateismo e l’agnosticismo, aumentano i credenti di altre fedi. Insomma si allontanano sempre più i tempi della religione cattolica trionfante. La secolarizzazione dell’Italia è cresciuta. E il filosofo Fornero ha commentato che questa crescita corrisponde sia a una perdita della centralità della Chiesa nella vita di tuti i giorni, sia a un generale ritrarsi nel privato della religione, che appare sempre più incapace di influire sulle grandi decisioni legislative. Le due parole Diritti Umani hanno senso per i laici solo se significano imperniare sul cittadino come individuo convivente ogni esercizio di funzioni pubbliche. Il solco spartiacque è quello delle storiche tre parole dell’illuminismo del ‘700, cioè libertà del cittadino, uguaglianza di ognuno rispetto alle leggi e fraternità nei rapporti di convivenza. Per ora, però, stiamo ancora all’Italia super-clericale di Massa Martana. ...


umani troppo umani per essere religiosi

di Luca Immordino, lauree in giurisprudenza, filosofia e scienze storiche

Non applicando i dettami della religione non si mortifica nessun diritto, mentre la religione che toglie i diritti fondamentali mortifica l’umanità. Così nella religione ebraica, il concetto di popolo scelto da dio è una chiara forma di razzismo, in quella indù il sistema delle caste è una chiara forma di discriminazione sociale; nelle religioni più diffuse, vi è una chiara divisione sessista che penalizza fortemente la donna: il solo fatto che per creare la donna dio utilizzò una costola dell’uomo, la dice lunga sulla concezione biblica delle donne. Il riconoscimento della schiavitù costituisce una terribile violazione della libertà e dignità umana. La descrizione del dio punitore che secondo capriccio uccide, tortura, terrorizza e si prende beffa dell’essere umano è in antitesi con i più elementari diritti. ...


Veti e pregiudizi dei cattolici contro la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani firmata anche dall’Italia

di Maria Gigliola Toniollo, Senior Consultant, Synergia - Initiatives for Human Rights

La Dichiarazione Universale dei Diritti Umani fu approvata nel ‘48 dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, con l’obiettivo di “promuovere e incoraggiare il rispetto dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali per tutti senza distinzioni di razza, di sesso, di lingua o di religione”. Si pensò, dopo gli orrori delle guerre, in particolare dopo la tetra follia dell’Olocausto, che un giuramento di tante Nazioni su una serie definita di diritti a tutela della dignità della persona e delle formazioni sociali avrebbe evitato altre amare tragedie contro l’umanità. Nessun Paese votò apertamente contro, ma le astensioni furono assai rilevanti e ce le saremmo trovate addosso, irrisolte, per molti decenni a seguire: Unione Sovietica, Ucraina, Bielorussia, Polonia, Jugoslavia, Cecoslovacchia, Sudafrica e Arabia Saudita si astennero, mentre Honduras e Yemen non parteciparono al voto. La Chiesa cattolica, riuscendo a rivendicare un rilevante ruolo vaticano, fu un’entusiasta sostenitrice della Dichiarazione, definita da papa Wojtyla una “pietra miliare” nello sviluppo della coscienza morale dell’umanità, una vera e propria “grammatica”. ...


come va modificandosi in Italia il rapporto qualitativo e quantitativo tra popolazione e religione

di Giancarlo Straini, studioso delle religioni

«l’Italia religiosa è in grande movimento, per la crescita dell’ateismo e dell’agnosticismo tra i giovani, l’aumento di fedi diverse da quella della tradizione, la ricorrente domanda di forme nuove o alternative di spiritualità»: inizia così l’ottimo, documentato e ragionato libro di Franco Garelli: “Gente di poca fede. Il sentimento religioso nell’Italia incerta di Dio” pubblicato recentemente da il Mulino.
La conclusione dimostrata da questo attento studio è che in Italia la religiosità resiste soprattutto tra gli anziani (in particolare tra le anziane e i meno scolarizzati), si riduce tra gli adulti, crolla tra i giovani (sia maschi che femmine): «Proprio tra i giovani troviamo – rispetto alle altre età della vita – la quota più alta di persone (tra il 35 e il 40%) che si dichiarano “senza dio”, “senza preghiera”, senza una pratica cultuale, senza una vita spirituale ». L’incredulità assieme a ateismo, agnosticismo e non credenza dichiarata sono in costante crescita in Italia, anche se ancora a livelli più bassi relativamente ad altri paesi europei.) ...


la noncredenza non è nichilismo, né cinismo, né scetticismo

di Carlo Tamagnone, filosofo

Anni fa cercai, nel n° 1 di questa rivista (pp. 12-13), di definire il significato di noncredenza; ma allora mi ponevo il problema di che cosa essa sia, mentre ora voglio occuparmi di ciò-che-non-è. Come saprete o avrete capito il sottoscritto è ateo, e quindi qualcosa di più che noncredente, ma rimane comunque tale in virtù dell’inclusività del concetto di noncredenza, ed è come noncredente che analizzerà ciò che essa esclude. Una precisazione cronologica è d’obbligo in relazione al titolo che mette assieme tre atteggiamenti differenti: il termine nichilismo è molto recente e concerne la modernità (nasce solo nel XIX secolo), mentre gli altri due risalgono all’antichità greca (IV-III secolo a.C.). Ma nel passaggio dalla cultura pagana a quella cristiana la loro significanza è stata stravolta, e da un certo momento in poi con cinismo e scetticismo si è alluso a fattori estranei ai significati originari. Ne vedo la ragione nel fatto che l’uno e l’altro erano materialisti, ma mentre il primo è rigettato come sconveniente, il secondo è “reinterpretato” in chiave cristiana. L’analisi che intendo condurre è abbastanza vischiosa poiché a significati filosofici spuri si affiancano quelli, ancora più svianti, del linguaggio corrente. ...


La figura storica di Gesù il Cristo

di Antonio Nardi, epistemologo

Gesù di Nazareth è il personaggio chiave della religione cristiana, ma gli studiosi sono divisi sulla sua reale esistenza o, quanto meno, sulla sua identificazione con l’immagine che da Paolo in poi è al centro della devozione dei fedeli. ...


conoscenza, ignoranza, dubbio

di Andrea Cattania, ingegnere e epistemologo

Esiste la realtà? Fino a dove possiamo conoscerla? Come la possiamo codificare? La complessità del mondo di oggi costringe la filosofia ad affrontare il problema dei problemi con nuovi strumenti cognitivi. ...


demoni protagonisti del soprannaturale

di Antonio Nardi, epistemologo

Il ricorso a fattori soprannaturali ha sempre costituito un elemento fondamentale nelle religioni. Da tempo il cristianesimo ricorre meno di prima all’evocazione del demonio, ma all’epoca della sua prima conquista del potere ne fece un uso straordinario, del quale oggi possiamo avere solo una lontanissima idea. ...


Maestro Olof di August Strindberg

di Dario Lodi, saggista

“Maestro Olof” è un dramma in cinque atti di August Strindberg (1849-1912). Fu composto nel 1872, riscritto più volte e presentato per la prima volta al pubblico nel 1881. Narra, in estrema sintesi, della battaglia protestante contro la Chiesa cattolica di Olaus Petri (forma latinizzata di Olof Persson, religioso svedese del Cinquecento), convinto protestante. L’opera, non amatissima per la presenza di un certo fanatismo, è la chiave per comprendere la personalità dell’autore. August Strindberg è stato un personaggio prismatico, di un prisma sfuggente, imprendibile e sorprendente. Il suo copiosissimo lavoro letterario (lo svedese fu drammaturgo, romanziere, novelliere, poeta) mette in evidenza una personalità ricca di stimoli espressivi e pronta a sposare suggestioni. Infatti, Strindberg prese molto da Nietzsche (che conobbe e frequentò) e dal filosofo Swedenborg, un anticipatore della teosofia e del moderno esoterismo (quello di Madame Blavatsky, per intenderci, ovvero una pratica semimistica d’apprezzare in una condizione di semi-trance: infatti, Strindberg scrisse testi anche sul sogno rivelatore). ...


Innocenzo III, il papa delle stragi etniche

di Enrico Galavotti, filosofo

Fu un Gengis Kahn in chiave cattolica, sanguinario e assetato di conquiste ottenute al prezzo di stragi etniche, e portò le guerre e la conseguente desolazione fin nelle lontane terre del mar Baltico. Assetato di conversioni forzate al cattolicesimo perseguitò i popoli dell’est dalla Lituania alla Finlandia e a tal fine armò anche ordini religiosi cattolici che mandò con compiti missionari fin alle lontane terre boreali. Aggiunse a quelle contro l’islam molte non altrettanto conosciute crociate di repressione e conquista in tutta l’Europa del nord a cominciare dalle stragi in Provenza. Fu un tirannico inquisitore e persecutore di ogni forma di dissenso o di altre confessioni. ...


La religione come effetto collaterale del pensiero

di Stefano Stofella, psicologo

Nonostante il numero di non credenti, agnostici ed atei sia in costante aumento, è sorprendente notare quanto la religiosità sia enormemente più diffusa e da quanto tempo lo sia. Solo recentemente il mondo scientifico ha iniziato ad interessarsi al fenomeno della religiosità nel tentativo di capire la sua diffusione e la sua origine. (ndr) ...


La “Confessione” cattolica e il senso del peccato

di Paolo D’Arpini, studioso religioni orientali

La cosiddetta “confessione” dei propri peccati, una pratica introdotta nel cristianesimo come forma di pentimento, è un preliminare per poter accedere al sacramento della comunione. Ai giovinetti prima di poter accedere alla prima assunzione del “corpo di Cristo”, viene imposto un periodo di preparazione ovvero “indottrinamento” religioso in cui essi vengono convinti della loro imperfezione dovuta al peccato originale, ereditato da Adamo ed Eva, ma anche delle loro stesse colpe. Quali colpe possano avere questi adolescenti che vengono avviati alle pratiche cristiane è presto detto, si tratta di “atti impuri”, ovvero le prime gratificazioni di carattere sessuale, sia in forma fisica che di pensiero e di atti di disubbidienza ai genitori ed ai superiori. ...


il diritto divino e diritti umani

di Valerio Pocar, già prof. di Bioetica e Sociologia del diritto, univ. Milano

Cittadino 1. Ho sentito molto parlare dei “diritti umani”. Di che si tratta? Penso che se ci sono i diritti umani, ci saranno anche quelli divini, e magari anche quelli animali… Cittadino 2. Non facciamo confusione. Gli esseri umani esistono, gli animali pure, mentre sul buon dio abbiamo dubbi. I diritti umani sono quelli che vengono attribuiti a qualsiasi essere umano giusto perché è un essere umano. L’articolo 1 della Dichiarazione dei diritti delle Nazioni Unite del 1948, per esempio, dice che tutti gli esseri umani nascono uguali in dignità e in diritti. La dignità può anche essere un’opinione, ma i diritti no. ...


a che età si muore?

a cura di Grazia Aloi, psicoanalista

Domanda assurda? Beh! se proprio la consideriamo tale, cerchiamo almeno di dare una risposta non assurda. Si muore quando si muore. Apparentemente, nessuno lo sa e persino nei casi di suicidio si potrebbe dire che – a parte l'intenzione, che è sì nota - non è dato di sapere se e quando. Nessuno lo sa, è vero, però man mano che passano gli anni e non si è ancora morti, purtroppo si sa che sarà più prima che poi e la domanda “quando?” diventa meno assurda con l'occhio del tempo e di quella depressione crepuscolare che inevitabilmente almeno su questo argomento può colpire. E dunque, c'è “un'Età” in cui difficilmente ci si può sottrarre dall'ascoltare quel sottile filo di voce che abilmente si insinua e che ci fa chiedere: “chissà quando morirò!”. ...


la Resurrezione laica di Rigoni Stern

di Andrea Cattania, ingegnere e epistemologo

Anche se avesse scritto solo in prosa, Mario Rigoni Stern potrebbe a buon diritto essere considerato un poeta per il suo romanzo più noto, Il sergente nella neve. Il libro fu pubblicato nel 1953 su indicazione di Elio Vittorini, dopo di che Primo Levi lo definì uno dei più grandi scrittori italiani. Ma c’è tanta poesia anche nei racconti pieni di amore per le sue montagne e nelle sue pagine segnate dalle crudeltà della guerra. Arruolatosi volontario nel 1938 presso la scuola militare di alpinismo di Aosta, Rigoni Stern combattè sul fronte occidentale, poi su quello russo e su quello albanese. Fu deportato nel campo di concentramento di Hohenstein, oggi Olsztynek, nella Prussia Orientale, dove tenne un diario in cui annotò le esperienze di guerra. Dopo due anni di prigionia, fece ritorno all’amato Altopiano di Asiago il 9 maggio 1945 attraversando le Alpi a piedi. ...


l’ultimo sagrestano di una antica tradizione pontificante

di Paolo Bancale

“Nella storia dello sviluppo del pensiero umano vi sono delle “affermazioni” che rappresentano dei veri pilastri sintetici della grande speculazione intellettuale. Dall’Eureka di Archimede all’Eppur si muove di Galileo passando per Einstein, Cartesio e Darwin, la mente umana, all’apice della sua capacità interpretativa, ha lasciato tracce che sono come quei famosi nani sulle spalle dei giganti di Newton e Eco su cui marcia il Progresso. Come quando, per esempio, il 6 settembre scorso, il papa cattolico Francesco, con espressione del viso intensamente sapienziale ha lanciato dal noto balcone un suo sasso salvifico verso la Storia dell’Umanità pronunciando una frase drammaturgicamente sconvolgente, di grande valenza euristica e rimasta giustamente memorabile per i posteri, quale: “Il grande chiacchierone è il diavolo”. ...