NonCredo anno XIII numero 69 (gennaio /febbraio 2021)





laicità tradita

di Francesca Patti

Imitando le grandi presenze milanesi dei Visconti e degli Sforza, anche l’attuale sindaco di Milano Giuseppe Sala, rovistando nella cronaca minuta, si è voluto forgiare una affermazione buona per i suoi seguaci con uno sguardo anche ai posteri. Lui sposato tre volte prima dell’attuale connubio con la figlia del più fanaticamente cattolico banchiere italiano che cosa si va a inventare? Dopo un poker di matrimoni, dopo aver promesso di costruire una importante moschea a Milano, vivendo giornalmente l’impegno di essere il genero di un importante finanziere supercattolico, ha pensato bene di concedersi qualche libertà nel vago mondo della trascendenza e della metafisica e, in un periodo storico in cui ogni giorno si contano le molte centinaia di morti di coronavirus, lui ha voluto creare una a suo dire nuova categoria di morti ad alta produzione di miracoli “postumi”, e ne ha fatto beneficiare al suo amico Carlo Acutis, ucciso da un tumore. E tanto per aggiungere confusione alla commistione di fedi e di santi conclude con: “Aiutaci Carlo a scoprire l’originalità della nostra vita”. Ma qui il vero “originale” è lui, Beppe. ...


art. 7

di Raffaello Morelli, storico della laicità

Storia indiscreta della congiura catto-comunista che realizzò il tradimento clericale della laicità repubblicana alla Costituente con l’Articolo 7, ove si testimonia che il cancro settario pagano feudale oscurantista di due illiberali visioni totalitarie, quella cattolica e quella comunista stalinista, mortificò la giovane democrazia post-fascista di una Italia dimentica del suo Risorgimento laico e liberale. (Ndr, compresi i titoli dell’intero articolo) ...


un’ostia stramiracolata o un vaccino?

di Paolo Bancale

“C’è qualcosa di nuovo oggi nel sole…” cantava Pascoli, e il “che cosa” di nuovo sta a noi dirlo. In tempi di grandi tragedie naturali, che , come ora, sconvolgono le società umane e atterriscono gli animi usi in questi casi a sperare, di veramente nuovo c’è che di fronte alla drammaticità dell’incalzare del virus, dei tanti morti e della depressiva vita catacombale impostaci dalla minaccia del contagio, la cosiddetta e decantata popolazione cattolica italiana non si prostra più come un tempo in processioni, novene, veglie, digiuni implorando pietà e soccorso al Moloch trinitario con intercessione di madonne e santi, ma dispera, con sanissimo materialismo, per la mancanza di farmaci mirati o per l’unica speranza fortemente condivisa che si chiama “vaccino”, rimedio faustiano dovuto alla vittoria della ragione e della ricerca umana invece che a salmodianti preghiere. ...


Darwin e la questione dell’uomo

di Maria Turchetto, laurea in giurisprudenza, dottorato in filosofia, già docente di Economia politica all’università di Venezia.

150 anni fa, nel 1871 Charles Darwin pubblicò il suo “Le origini dell’uomo” rompendo ancestrali equilibri rituali con le vulgate religiose e soprattutto con l’egemone ermeneutica biblica. A lui va il merito di aver prometeicamente riscattato l’uomo dall’insulto delle superstizioni deiste, avendo per compagni di questo salto nella autonomia del pensiero: l’eliocentrismo di Copernico, l’inconscio di Freud, la logica socio-economica di Marx e la relatività di Einstein: questi i cinque “trasgressori” che ci hanno traghettato nel futuro demolendo l’ancien regime delle “certezze innate” dell’inganno confessionale. Il pensiero di ognuno di essi ha anche derivato importanti implicazioni di ordine filosofico, e Darwin particolarmente in ambito sociologico. Il loro pensiero ha riscattato i meriti del dubbio euristico e dell’autonomia del pensiero consentendo l’avvento della scienza moderna e la secolarizzazione della società. (ndr) ...


privilegi e inganni della ingombrante e ostile presenza vaticana dentro il territorio italiano

di Maria Gigliola Toniollo, Senior Consultant, Synergia - Initiatives for Human Rights

Si sa, toccò al Duce ricomporre: un Pio IX sdegnato, offeso dalla breccia di Porta Pia, confinato nei peraltro principeschi palazzi vaticani amabilmente concessi dalle clausole dell’armistizio, aveva scomunicato re, governo e parlamento italiani. Benito Mussolini usò i soliti metodi, vecchi ma straordinariamente efficaci: una ricca convenzione finanziaria e una sottoscrizione di ferree condizioni di favore, i Patti Lateranensi, scorie clerico fasciste con cui l’Italia ancora oggi non ha fatto veramente i conti. Di quella particolare lega tra Stato e Chiesa va detto, dato che l’impegno papale a “istruire” i preti del “regno” affinché sostenessero un fascismo ancora agli albori e l’osanna cattolico “all’uomo forte contro il comunismo” contribuirono a dotare il regime di uno strabiliante risultato alle elezioni politiche. ...


significato/linguaggio del sintomo: il totem della sofferenza

a cura di Grazia Aloi, psicoanalista

Parto dalla conclusione per esplicitare come il sintomo porti in sé sia un segno, sia un simbolo e, pertanto, come sia legittimo rifarsi al simbolismo totemico della sofferenza. Il sintomo è contenuto e sostanza da decodificare; il segno è assunzione di indice per qualcos’altro; il simbolo è il riconoscimento della perdita per la ricomposizione. La sofferenza è un sintomo offerto all’osservazione e all’interpretazione comprensivo di una perdita che deve essere posta fuori da sé e soggetta a ricerca di riempimento dello spazio. Dunque, il sintomo diventa predatore di perdita narcisistica che impone una significazione simbolica a cui dedicare la perdita stessa; ciò che l’interezza perde è gratificato dalla ricerca di riempimento per la ricostruzione, riempimento che da fatto simbolico diventa esso stesso fatto concreto. L’interezza è reclamata dalla sofferenza e quindi il sintomo diventa “parola” che descrive la frattura dell’intero. Ne deriva la necessità che ogni terapia della sofferenza debba diventare decifrazione, interpretazione della “parola” e ricongiunzione differentemente significata, pena la ricongiunzione con una successiva parola-frattura quale saturazione del vuoto narcisistico/depressivo (narké). ...


"Il Vicario" di Rolf Hochhuth

di Dario Lodi, saggista

Quando debuttò nel 1963 a Berlino, Il Vicario del commediografo tedesco Rolf Hochhuth (1931-vivente) causò un terribile putiferio. Il motivo sta nel fatto che l’opera teatrale va diritta contro la figura di papa Pio XII che secondo l’autore (e certo non solo lui) ebbe un atteggiamento acquiescente verso la Shoah nazista, arrivando a formulare l’accusa di complicità della Chiesa con Hitler. La reazione ecclesiastica fu furibonda, specialmente quando due anni dopo l’opera fu rappresentata a Roma, con l’ottimo Gian Maria Volontè, per interessamento dell’altrettanto ottimo Carlo Cecchi. Fu una serata, in un teatro rimediato, cosicché la cosa fosse clandestina, in cui volarono gli stracci ecclesiastici, con reazioni dello stesso sistema laico che, spaventato, si rifece immediatamente ad alcune norme del Concordato del 1929 fra Stato e Chiesa (uno dei tanti regali di Mussolini) che impedivano critiche ai comportamenti del papa (ovviamente sarà impedita la replica). ...


la scienza moderna e il “pensiero magico”

a cura di Andrea Cattania, ingegnere e epistemologo

La frattura che separa la visione del mondo propria del pensiero classico da quella introdotta dalla fisica quantistica e, in parte, dalla relatività, offre diversi spunti: da un lato a chi cerca di sminuire il ruolo della scienza, dall’altro a chi sostiene la credibilità degli eventi soprannaturali. (ndr) ...


la scienza e i suoi nemici

a cura di Andrea Cattania, ingegnere e epistemologo

Nella battaglia per contrastare l’oscurantismo gli scienziati e i sostenitori del pensiero critico si trovano a fronteggiare una schiera di nemici, fra cui le religioni, le loro scritture, i loro cleri, la loro didattica, i loro comportamenti: insomma tutta la loro cultura. Non a caso l’illuminista Francois- Marie Arouet ma più noto come Voltaire, della religione scriveva “Ecraser l’infame”. (ndr) ...


fratelli tutti

a cura di Raffaello Morelli, storico della laicità

Una enciclica nel cui testo a guardar bene ci si ritrova lo spirito suprematista e partigiano di Pio IX Mastai Ferretti trasferito in questo secolo, in questa Italia e in questo pontificato. (ndr) ...


lo scabroso caso Paglia

di Valerio Pocar, già prof. di Bioetica e Sociologia del diritto, univ. Milano

Cittadino sprovveduto (leggendo il giornale). Senti senti, il ministro della salute ha nominato certo monsignor Paglia come presidente di una commissione ministeriale appena istituita per la riforma dell’assistenza sanitaria e sociosanitaria della popolazione anziana…
Cittadino inquieto (di soprassalto). Dici monsignor Paglia? Non è monsignore, è arcivescovo e cardinale dal 2012, presidente dal 2016 della Pontificia accademia per la vita. ...


dalla scientifica mindfullness all’antico Tao

di Paolo D’Arpini, filosofo orientalista

In tempi di fermenti religiosi e di tentativi di uniformarsi ai nuovi concetti spirituali-scientifici, come ad esempio la fisica quantica o la mindfulness, molti esponenti delle religioni tradizionali stanno compiendo uno sforzo verso l’unificazione dei concetti sottostanti alle religioni. Lo vediamo dalle parole del papa Francesco che cerca una sponda “sincretistica” nei confronti dell’islam e del giudaismo, ma lo vediamo anche dai movimenti culturali che si esprimono in nuove forme umanistiche come ad esempio la Mindfulness, diventata oggetto di attenzione persino da giornali “seri” come Il Corriere della Sera. ...


"la Natura delle cose" di Lucrezio

a cura di Andrea Cattania, ingegnere e epistemologo

Non sappiamo quasi niente della vita di Tito Lucrezio Caro. È certo che visse nella prima metà del I sec. D. C. e morì poco dopo i quarant’anni. Per nostra fortuna, però, è rimasto il suo poema, De Rerum Natura. L’Inno a Venere, che apre l’opera, è un’invocazione di pace in perfetta sintonia con l’atarassia della filosofia epicurea. Cinque secoli dopo, san Girolamo lo descrive nel Chronicon, o Temporum Liber, come un ateo psicotico in preda alle forze del male. Per screditare la sua immagine, i suoi avversari le hanno inventate tutte: che fosse pazzo o morto suicida è dubbio, tanto che lo escludono perfino scrittori cristiani come Arnobio e Lattanzio. Quello che è certo è, invece, che la sua poesia è un invito a liberarsi dall’angoscia della morte e degli dèi. ...


il pensiero anticristiano di Nietzsche

di Lodovico Ellena, docente di filosofia

Nietzsche resta indubbiamente un filosofo piuttosto singolare, il cui pensiero ha affascinato – ed affascina – lettori di orientamenti intellettuali spesso assai differenti tra loro. La sua pungente critica al cristianesimo è infatti l’elemento che accomuna molti sostenitori del suo pensiero, argomento che in effetti mantiene un’attualità sorprendente ma che soprattutto indica la lucidità straordinaria del pensatore tedesco. Tanto ne “L’anticristo, maledizione del cristianesimo” quanto nel “Crepuscolo degli idoli” Nietzsche accompagna il lettore in un ragionamento che mano a mano che si snoda rende abbagliante una verità evidente: “il cardine supremo su cui poggia il cristianesimo è la menzogna”, per usare le parole di un suo commentatore, ossia Giorgio Colli. ...


il credente, il noncredente e il coronavirus

di Paolo Bancale

Credente e noncredente sono due realtà universali, antitetici forse per un ovvio dettaglio esistenziale della loro vita ma per il resto analoghi, quasi intercambiabili. Il primo ha ben assorbito tante strane cose che gli hanno raccontato e ne vive felice, il secondo ha ben reagito alle domande e ai dubbi che la realtà interiore e quella esterna a lui sottoponevano. Ciò in cui differiscono è certamente il bagaglio mentale che ognuno dei due porta con sé: il credente, in quale religione, poiché di religioni si tratta, non ha importanza, ma certamente, anche il più ignorante e distratto si porta appresso una vistosa biblioteca di leggende e dicerie, di libri e di storia, di luoghi comuni e di usi e costumi che gli riempiono la quotidianità. Se fosse una bottiglia diremmo che è “piena”. E fa bene, perché non si vive di vuoto. ...