NonCredo anno XIV numero 75 (gennaio/febbraio 2022)





ABORTO: fatti accaduti e storie macabre negli ordinari delitti del cattolicesimo quotidiano

di Maria Gigliola Toniollo, Senior Consultant, Synergia - Initiatives for Human Rights

Stupri, aborti, scomuniche, spregiudicata omertà Nel febbraio del 2000 l’Abate di Subiaco chiese in forma ufficiale di sospendere gli interventi di interruzione volontaria di gravidanza per tutto il periodo giubilare e, anche se non mancano testimonianze di umana comprensione, ben lontano, si intende, dalle gerarchie dell’oltre Tevere, di fatto l’anatema colpevolizzante da parte della Chiesa Cattolica è stato ed è da sempre assai pesante e drammatico. Il monumento ai “bambini mai nati” nel cimitero aquilano, la proposta di un macabro “funerale dei feti” in Piemonte, il giudice tutelare che, sotto pressione dalle gerarchie cattoliche, revocò la decisione di un tutore di far abortire una tredicenne psicolabile, violentata dal padre a Pozzallo, i due sacerdoti entrati a forza al pronto soccorso dell’ospedale S. Camillo a Roma per bloccare un intervento di interruzione di gravidanza su una tredicenne, ricoverata con l’autorizzazione del giudice, i feti di plastica in classe di una professoressa di religione in una scuola di Bolzano, il “monumento alla vita” inaugurato ufficialmente dal sindaco di Battipaglia e per contro il locale ospedale definito “abortificio cittadino”, l’improbabile appello al Parlamento di un ventiquattrenne di Pesaro, affinché l’ex fidanzata non abortisse...ecco solo alcuni scenari significativi. ...


ABORTIRE: la volontà della donna e la psicoanalisi

a cura di Grazia Aloi, psicoanalista e psicologa

Abortire è l’atto del subire la perdita del feto, sia volontario che spontaneo o medico. Tra le “provenienze” etimologiche del latino abortus, ossia derivato di abortire, quella che preferisco è “nascere senza vita” e non quella più usuale di “non nascere”. Sì, perché l’espulsione del feto è comunque una nascita: dal dentro al fuori, dall’utero all’espulsione. Dunque, perire nell’atto della nascita. Perciò, anche l’aborto è un evento, così come lo è ogni nascita riuscita. E infatti, anche al termine di una gravidanza vi è una sostanziale perdita: non c’è più il pancione, con tutto quello che per ogni donna questo significa. ...


mutamenti generazionali della laicità

di Giancarlo Straini, saggista

Il termine laicità può essere definito in termini generali ricorrendo all’espressione di Grozio etsi deus non daretur (come se dio non fosse dato). È un principio che contrasta l’uso di dogmi religiosi (e non solo) nella sfera pubblica, ma – scrive John Dewey in Esperienza e Natura – «I valori non vanno adorati con una sorta di fede etica o estetica, ma considerati attentamente nella loro origine e nelle loro conseguenze»; anche il valore, il principio della laicità non può essere sottratto «all’indagine razionale e critica », ma esaminato nel suo sviluppo, per esempio in relazione ai cambiamenti generazionali. ...


infantilismo inconcludente della nostra dialettica parlamentare

di Raffaello Morelli, saggista e commentatore politico-istituzionale

Il clima del dibattito recente circa il confronto in materia di diritti delle minoranze sessuali, è istruttivo sotto più aspetti. I principali sono tre. Il rapporto Stato Chiesa cattolica, il significato di dare un indirizzo legislativo, l’affrontare senza ideologia un ruolo pubblico. ...


un futuro per dio

di Sergio Mora, saggista e musicologo

Circa diecimila anni fa ebbe inizio la seconda fase dell’evoluzione del genere umano. La prima, quella biologica, era stata molto lenta. Ma con l’inizio del Neolitico e con l’avvento dell’agricoltura e dell’allevamento, l’evoluzione dell’Homo Sapiens cambia marcia. Occorreranno ancora diversi millenni prima dell’avvio dell’era tecnologica. In questi anni assistiamo a un nuovo cambio di passo con l’avvio di un’era dagli esiti ancora incerti, dominata dall’Intelligenza Artificiale. ...


la musica del pensiero ateo

a cura di Andrea Cattania, ingegnere e epistemologo

Secondo Igor Stravinsky la musica non ha un significato particolare se non quello dato dai singoli suoni: comporre (dal latino “cum ponere”) significa mettere assieme, organizzare il materiale sonoro. È una lingua e, come tale, se vogliamo tradurla in parole, rischiamo di attribuirle significati che le sono estranei. (ndr) ...


il Sé o Spirito nel pensiero indiano

di Paolo D’Arpini, filosofo orientalista

La via dell’Amore -diceva il grande saggio Ramana Maharshi- è valida tanto quanto quella della Conoscenza.Viviamo in un mondo in cui l’esistenza appare composta di innumerevoli esseri, in ultima analisi però siamo tutti Uno. Per quanto riguarda la crescita spirituale e la Realizzazione del Sé i maestri ci sono di aiuto, essi indicano la strada e provvedono -sulla base delle nostre necessità evolutive e del nostro karma- a rimuovere gli ostacoli che si frappongono sul cammino. Ma il lavoro del cercatore è necessario, poiché la realizzazione non può essergli data ma deve sortire di per sé al suo interno. Questo lavoro è una condizione indispensabile, anche se dal punto di vista finale dell’assoluto non c’è mai un momento in cui il Sé non sia presente… e lo stesso Ramana, in altri contesti, dichiarava che “un giorno riderai dei tuoi stessi sforzi per ottenere quel che già sei…” ...


ebraismo e cristianesimo sono due forme di ateismo?

di Enrico Galavotti, filosofo

Il massimo dell’ateismo possibile, restando nell’ambito della religione (e del monoteismo in particolare), è quello di equiparare un uomo a (un) dio. È noto che sia l’ebraismo che il cristianesimo sono due forme di ateismo rispetto all’ingenuo politeismo pagano: l’uno rende Dio totalmente nascosto (o comunque percepibile solo in via del tutto eccezionale, in forme assai particolari, come accadeva ai patriarchi, a Mosè e ai profeti); l’altro lo rende sì visibile ma solo in Cristo, e tutti gli esseri umani devono passare attraverso di lui per avere un’esperienza della divinità. L’ateismo ebraico viene garantito, in un certo senso, dal monoteismo assoluto; nei cristiani invece viene garantito dal fatto che solo nel suo figlio unigenito Dio può rivelarsi. ...


forme e limiti della noncredenza nel mondo contemporaneo

di Giancarlo Straini, saggista

Il mondo della noncredenza è estremamente articolato e popolato da riviste e associazioni che ne occupano regioni specifiche: alcune più generaliste, altre più specializzate su alcune tematiche, con una cultura politica sottostante più o meno definita. In genere il riferimento è all’Illuminismo, all’autodeterminazione, all’uso coraggioso della ragione (sapere aude!) per uscire dallo stato di minorità di chi si lascia guidare da un altro, per un mondo di liberi e uguali. L’Illuminismo è un progetto teorico e politico (nato in Europa ma a carattere universale), un cantiere aperto, che prosegue tuttora su due principali filoni, quello delle culture politiche liberali (che hanno messo al centro la libertà dell’individuo) e delle culture politiche socialiste (che si propongono di rimuovere le cause che ostacolano l’effettiva libertà e uguaglianza). ...


le antiche civiltà e religioni mesopotamiche antecedenti le favole bibliche

di Paolo D’Arpini, filosofo orientalista

La mitologia, la filosofia, la storia e le varie fedi, quanto hanno contribuito al rispetto per la Natura? Per avere qualche nozione in merito alla religiosità della natura, bisognerebbe andare indietro nel tempo e precisamente all’epoca delle antiche civiltà con credenze politeiste, ossia più divinità simboliche interposte alla sacralità dei poteri inviolabili riconosciuti alla Natura. ...


dio ha un futuro?

a cura di Andrea Cattania, ingegnere e epistemologo

Che effetto ci può fare sentir dire “Parola di Dio”? Di quale dio si parla? È una domanda molto più seria di quanto non potrebbe apparire a prima vista, perché su questo termine è in corso da tempo un dibattito che coinvolge credenti, agnostici e atei.(ndr) ...


Nicola Vacca "La notte di Dio"

a cura di Andrea Cattania, ingegnere e epistemologo

A chi si rivolge Nicola Vacca con la raccolta di poesie Almeno un grammo di salvezza? Ci aiuta a comprenderlo Luisa Bolleri in un brillante articolo, che analizza la silloge pubblicata da L’Argolibro editore. Definito qui “specialista delle parole” e “poeta dalla visione laica della realtà”, Nicola Vacca ricorre a un termine che può essere utilizzato in diversi contesti, come chiarisce Luisa Bolleri: “La salvezza ha due significati: uno generico, che la definisce liberazione da condizioni indesiderabili o di pericolo, e uno religioso, strettamente legato alla fede, secondo la quale per i cattolici Ciascuno raccoglierà quello che avrà seminato. (Gal. 6, 7-8)”. Ma a chi si rivolge il poeta per avere quel grammo di salvezza? Anche nella risposta a questa domanda Luisa Bolleri è molto chiara: “mi sento di poter affermare che quel destinatario non sia Dio. Non sarà la fede religiosa a liberare l’uomo, semmai sarà l’uomo stesso, o meglio il suo lato spirituale, etico, civile, umano lo renderanno abbastanza coraggioso ...


RISORGIMENTO INCOMPIUTO - sul giornalismo Francesco chiede aiuto all’antitaliano Pio IX

di Raffaello Morelli, saggista e commentatore politico-istituzionale

Le uscite assai innovative con cui papa Francesco svolge il suo magistero, sono divenute proverbiali. Si trascura però che hanno l’unico obiettivo di diffondere il tradizionale magistero della Chiesa con rinnovata efficacia. Ogni laico può ricavare questa constatazione osservando i ripetuti comportamenti di Francesco Ne trarrà conferma della necessità dell’impegno quotidiano della cultura laica per proteggere i cittadini, mediante lo spirito critico, dal proselitismo religioso svolto senza sosta dal Vaticano, soprattutto in Italia. ...


parole, parole, parole (sante) - Dialogo tra un credente e un non credente

di Valerio Pocar, già prof. di Bioetica e Sociologia del diritto, univ. Milano

Credente. Anche ieri, domenica, papa Francesco ha detto la sua, dalla finestra del Vaticano. Non credente. Lo so, l’ho già sentito ieri in televisione, su tutte le reti il papa è molto gettonato. Ancora una volta, ha detto le solite cose, ha deplorato la violenza e l’ingiustizia e ha invitato alla preghiera. C. Parole belle, no? NC. Solo belle parole, non dico sbagliate, ma ovvie e mi meraviglierei che dicesse il contrario. Mi pare ovvio che un papa deplori la violenza e predichi la pace*. Non può mica dire, che so?, che è giusto che i poveri siano sempre più poveri e i ricchi sempre più ricchi. O magari che dobbiamo restare indifferenti rispetto alla morte in mare di tanti poveretti che sperano in una vita un po’ più sicura e un po’migliore. Dire, insomma, che aveva ragione Caino e torto Abele. ...


i cattolici e la corsa al Colle

di Raffaello Morelli, saggista

Questo articolo di Non Credo, scritto nell’ultima settimana del novembre ’21 , sarà letto a metà gennaio ‘22, vale a dire poco prima del voto per il nuovo Presidente della Repubblica. Su questo voto – oggi non prevedibile – desideriamo esprimere l’auspicio che prevalga una personalità adeguata e dunque esponente della cultura laica. Non tanto perché l’ultimo Presidente davvero laico risale a quarantanni fa, Sandro Pertini. E neppure perché Sergio Mattarella, cattolico, non abbia svolto l’incarico bene e in coerenza con il disposto costituzionale (a differenza dei guai del predecessore cattolico Oscar L. Scalfaro). Ma perché, specie dopo sedici anni di Presidenti di cultura marxista e poi cattolica, sarebbe molto opportuno mostrare che in Italia esiste (non irrilevante) anche una cultura laica. Prima di tutto perché nel ruolo presidenziale, pur se quasi cancellata dai mezzi di comunicazione (a caccia di inserzioni redazionali più che di riportare fatti e valutazioni critico culturali), la cultura laica – con il suo metodo di osservare il mondo e di adottare la metodologia della diversità individuale nel confrontarsi sulle proposte circa il convivere e sulle iniziative economiche – è oggi la sola adatta ad affrontare i nodi dell’Italia attuale. ...