NonCredo anno XIV numero 76 (marzo/aprile 2022)





gli Ebrei di Mosè adorarono il Vitello d’Oro il papa cattolico preferisce un pupazzo di plastica

di Raffaello Morelli, saggista e commentatore politico-istituzionale

Come tutti sanno, da sempre la Chiesa cattolica pratica il proselitismo in modo diffuso ed insistente. Nell’ottica laica della piena libertà di culto, ne ha tutto il diritto e dunque è normale che lo usi. Ciò ribadito, una cultura come quella laica, fondata sui fatti e sul tempo, non può tuttavia fingere di non vedere l’altro aspetto incombente al giorno d’oggi per la forza penetrativa dei mezzi di comunicazione. Che non riguarda la religione come scelta spirituale rivolta ad illudersi di conoscere l’ignoto tramite la fede, bensì l’indottrinamento irrazionale inoculato nei cittadini dalla stessa struttura dei messaggi diffusi ripetutamente. Sotto questo profilo, è imbarazzante lo spot televisivo vaticano nel periodo natalizio, in cui papa Francesco rivolto ai fedeli bacia e culla un bambolotto di plastica che pretenderebbe di raffigurare il bambino Gesù. ...


il papa bacia il ginocchio del pupazzo Gesù

di Grazia Aloi, psicoanalista e psicologa

Tempo fa scrissi un articolo pubblicato da NonCredo dal titolo “A chi piacciono i bambini” in cui espressi la mia opinione verso il fatto che i bambini (e non solo loro) non vadano mai toccati se non nei casi necessari a loro stessi e in quelli in cui toccarli non sia manifestazione di amore verso di loro da parte di chi amore è “autorizzato” a dimostrare. Infatti, la sensorialità somatica è tra le più importanti tra quelle che contribuiscono alla definizione del proprio Sé. Oggi mi si chiede di scrivere qualcosa su quanto l’immagine del papa che bacia il bambino Gesù suscita o potrebbe suscitare. A mio parere, le sensazioni possono davvero spaziare su più emozioni. Chi o cosa possa fare da spartiacque rispetto alla pluralità di emozioni credo possa essere la posizione interpretativa/ermeneutica della visione, ossia la posizione in cui ci si mette. Se volessimo interpretare l’immagine per quello che è, dovremmo limitarci a dire che si è davanti alla raffigurazione dell’adorazione e nessun occhio – cristiano e non – potrebbe pensare ad altro se non a un fatto storico rispetto alla tradizione cristiana dell’accoglienza del bambino Gesù. Si bacia questo bambino così come un qualsiasi padre può baciare il suo bambino neonato, con amore e adorazione, appunto, per il significato simbolico e concreto che un figlio porta con sé. Però Magritte ci dice che una pipa n’est pas une pipe. Dunque, ci trasportiamo nel regno della raffigurazione, ossia: sì, è una pipa, ma no, non lo è, è la sua rappresentazione. E ancor di più: “sì, è un bacio di adorazione, ma no, non lo è, è la sua rappresentazione”. Questo perché ci troviamo davanti ad una immagine che ci spinge nel mondo del surrealismo per spiegarci che una cosa è la realtà un’altra è la rappresentazione di essa. Si pensi alle evocazioni di Il bacio di Klimt, icona conclusiva di una serie di rappresentazioni. ...


il mito del miracolo - da primitiva ingenua speranza a successiva scaltra truffa che castra la ragione

di Michael Pintauro, saggista

“Ma tu non sapevi che non appena l’uomo avesse rinnegato il miracolo avrebbe rinnegato anche Dio poiché l’uomo non cerca tanto dio quanto i miracoli. E, non avendo la forza di rinunciare ai miracoli, l’uomo si creerà nuovi miracoli, suoi propri, e si inchinerà ai prodigi di un guaritore e alle stregonerie di una fattucchiera.” (Fedor Dostoevskij, I fratelli Karamazov)
Gli uomini sono osservatori della natura e delle sue leggi e non conoscitori, possono prevedere in base alla consuetudine dell’accadere di certi fenomeni ma non possono essere certi di come la natura agirà. Credere che un fatto, sia pur straordinario e meraviglioso, vada oltre le leggi naturali e sia prodotto da un’entità divina, è come se fosse un’ammissione di ignoranza; relegare qualcosa che non si conosce e che non si è in grado di spiegare ad una forza sovrannaturale che in realtà non si ha mai visto, solo perché non lo si vuole analizzare con mente scientifica o non si ha ancora i mezzi per farlo, è un pretesto per rinchiudere il libero pensiero, volutamente o ingenuamente, all’interno di una favola che è in questo caso una gabbia per la mente e un alibi falso per l’etica. (ndr) ...


il santo e il sacro nelle religioni

di Massimo Piermarini, filosofo

Il santo rimanda ad un percorso in cui una tecnica di redenzione è in corso. La santità è la messa alla prova e l’esercizio costante di una tecnica di vita perfetta. Il santo è chi compie e perfeziona quella virtù di progredire secondo una legge che ha prescelto come norma di vita. Il santo costruisce la propria libertà attraverso l’esperienza del superamento degli ostacoli e la rimozione dei limiti. Dal punto di vista dell’attività individuale, dunque, la santità non è uno stato che si acquista quale dono sovrannaturale, ma è la stessa esperienza che disciplina il processo di perfezionamento. Il santo opera per sostanziare la sua virtù, che ha definito in modo autonomo, attraverso atti concreti, che configurano una linea di condotta e uno stile di vita. La libertà è la stessa ricerca della libertà, in una continua prassi di liberazione. ...


l’Italia degli otto milioni di chiese

di Maria Gigliola Toniollo, Senior Consultant, Synergia - Initiatives for Human Rights

Tante, troppe, costose e inutili ma dove in piena pandemia con 150.000 morti di Covid è stato concesso, uniche loro!, di essere esentate da qualsiasi controllo sanitario altrove obbligatorio in tutti i locali chiusi frequentati. Partigiano dumping sanitario, a grande rischio di contagio, al servizio della propaganda e del proselitismo cattolici. (ndr) ...


dio come ipotesi

a cura di Andrea Cattania, ingegnere e epistemologo

Ci sono diversi modi per considerare l’ipotesi dio. Per qualcuno è impossibile farne a meno, altri l’hanno completamente dimenticata, e c’è chi la considera irrilevante. Ci sono testi che la trattano in modo esplicito e opere che la lasciano sullo sfondo. Ne è un esempio questa breve rassegna di libri più o meno recenti, che coprono argomenti differenti. (ndr) ...


il “Te deum” senza il “verum”

di Sergio Mora, saggista e musicologo

Lo spirito del Risorgimento e l’Unità d’Italia portarono ad una confusa simbiosi di ideali faticosamente elaborati e più faticosamente digeriti dagli apparati dello Stato. All’interno di ciò che definiamo come Ideali -dettati dal primo Ottocento risorgimentale- troviamo un guazzabuglio di parole come: fratellanza, unità, costituzione parlamentare, libera chiesa in libero stato. Il lato agnostico e laicale del nuovo concetto di Governo, attingeva sia allo spirito della Rivoluzione francese che all’organizzazione scientifica presente negli scritti di Hegel. Attraverso la faticosa enunciazione teorico-programmatica di Mazzini e l’azione concreta -pseudo militare- di Garibaldi si era realizzato una immagine di Italia basata sull’equità dello statuto giuridico e la decisiva separazione fra Stato e Chiesa già pensata da Cavour. ...


pedofilia cattolica

di Paolo Bancale

Cambiano i secoli, cambiano i paesi e i continenti, cambiano gli ordini religiosi, cambiano i contesti politici, cambiano i costrutti culturali, cambiano gli orientamenti machisti o succubi delle diverse componenti etniche, cambiano i periodi di guerra o di pace, cambiano i plessi scolastici maschili o femminili, ma…Ma…MA…..ovunque la macchia OMOSESSUALE interna al clero cattolico sporca di pulsioni stupratorio-pedofile , e spesso conseguentemente infanticide, le comunità di religiosi CATTOLICI nella loro attività scolastica, spesso di copertura organizzata e protetta dalle loro superiori sfere gerarchiche secolari o conventuali. Ormai tale propensione delinquenziale non è più un triste luogo comune, ma una constatazione per ogni focolaio che a macchia di leopardo esplode nella stampa mondiale, non risparmiando neanche vescovi, cardinali, papi ed ex papi, come avvenuto di recente. ...


la pubblicità bugiarda degli amici del clero (ma esiste per caso un nesso tra marketing e transustanziazione?)

di Raf faello Morelli, saggista e commentatore politico-istituzionale

È sempre più urgente che il mondo laico si scuota. Quanto meno per assumere un comportamento coerente con la sua stessa convinzione ideale: quella di costruire una società di cittadini autonomi perché esercitanti ciascuno il senso critico e inclini ad assumere iniziative all’insegna della libertà civile. Dunque una società nel quadro della neutralità istituzionale. L’urgenza è dovuta dalla constatazione – di continuo arricchita di episodi inequivoci – per cui vari settori, a cominciare da quelli della pubblicità dilagante sul campo informativo ma anche dalla quotidianità di esponenti di certo lontani dalla laicità pubblica, attuano iniziative che distorcono la realtà dipingendola propensa a riconoscersi nel grembo uniforme della religione cattolica. (ndr) ...


Mindfulness: contemplazione non giudicante del momento presente

di Paolo D’Arpini, filosofo orientalista

Auto-indagine laico-spirituale che “libera” dagli interessi prossimi e remoti delle affabulazioni religiose. La premessa al “nosce te ipsum”. ...


politiche interculturali laiche per l’inclusione

di Giancarlo Straini, saggista

La laicità è un principio che chiede di escludere i dogmi religiosi, e non solo, dal dibattito nella sfera pubblica; intendendo per sfera pubblica le modalità e i luoghi della formazione delle nostre opinioni in una società democratica, le condizioni che ci consentono di confrontarci con altri su questioni di interesse generale, politicamente rilevanti. Essere laici in questo senso, quindi, non significa solo accettare il pluralismo, essere tolleranti verso chi è “diverso”, ma anche aderire a un progetto teorico e politico, quello della modernità, dell’Illuminismo che è alla base del pensiero liberale e socialista. In una società sempre più multietnica, significa anche adottare politiche interculturali per l’inclusione, per contrastare e prevenire possibili involuzioni pre-moderne. ...


per una cultura dei noncredenti

a cura di Andrea Cattania, ingegnere e epistemologo

L’affermazione di un ideale di società basata sul razionalismo critico, sulla libertà di pensiero e di espressione, sulla cultura diffusa passa per l’eliminazione di ogni visione confessionale e di ogni tentativo di imporre verità preconfezionate, non sottoposte al vaglio della critica. Storicamente, le religioni sono state uno dei principali ostacoli al raggiungimento di questi obiettivi. Ma certamente non l’unico. Ecco perché in questa battaglia sarà fondamentale lo sviluppo di una cultura dei noncredenti consapevoli (NDR). ...


Adam Vaccaro - Il dio Google

a cura di Andrea Cattania, ingegnere e epistemologo

Qualcuno ha scritto che Adam Vaccaro “usa la poesia come sonda della realtà” e lo ha descritto come un “poeta dantesco che guarda il mondo senza i veli della finzione”. Da quasi mezzo secolo i suoi versi ci aiutano a cogliere i nodi irrisolti del vivere in un’era ultratecnologica, a districarci nella ricerca di risposte alle domande spaesanti del passaggio di millennio, a innalzare un baluardo contro la barbarie. Si può ancora scrivere poesia? si chiede Massimo Pamio in apertura della prefazione alla sua ultima raccolta, Google - Il nome di Dio. In quattro quarti di cuore, che comprende anche numerose poesie composte in tempo di pandemia. Nato in Molise, ma residente a Milano da oltre cinquant’anni, Adam Vaccaro è noto anche per avere realizzato diverse pubblicazioni d’arte e concerti di musica e poesia, oltre che come autore di saggi critici e fondatore dell’Associazione Culturale Milanocosa. ...


l’Italia ieri e oggi

di Paolo Bancale

Una volta, una ventina di anni fa, sentii Giuliano Amato, più volte premier e giudice costituzionale, esprimere in televisione una sua convinzione che non potrei condividere di più: “Nella Storia d’Italia sono passati troppo dio e troppo poco Lutero e Kant”.
Sì, il Lutero delle verità che si affermano dal basso al contrario dei dogmi cattolici che anchilosano ragione e morale, ed il Kant nella sua mirabile definizione di che cosa è l’Illuminismo. Il tutto assieme al tanto, troppo dio, quello che nasce e muore nel “magico”, in un mondo perdente su tutti i valori, caratterizzato da wishful thinking e giudizi superficiali e pigri. ...