NonCredo anno XV numero 83 (febbraio 2023)





ATTUALITA': sulla morte di un papa

di Raffaello Morelli, saggista e commentatore politico-istituzionale

Benedetto XVI è scomparso il 31 dicembre, ma la sua morte terrena non significa affatto la fine delle sue idee, come teologo ovvio ma ancor più come pastore della Chiesa. Di fatti, contrariamente alla vulgata dei mezzi di comunicazione – anche qui distanti dal compito informativo – Joseph Ratzinger non è stato principalmente uno studioso di punta della dottrina cattolica. È stato un grande pastore. Al tempo stesso, coerente prosecutore del mandato a suo giudizio assegnato alla Chiesa quale unica rappresentante di dio in terra, e insieme capace di leggere tale coerenza come obbligo di non celebrare l’ecclesia quale potere bensì di cercare come ricondurla alla dimensione di una fede rispettosa del Vangelo. ...


LAICITA': Bergoglio vs Ratzinger: come se in Vaticano ci fosse il bipolarismo

di Giancarlo Straini, saggista

Morto un papa (stavolta non) se ne fa un altro, ma un commento bisogna scriverlo, e così hanno fatto molti. Abbiamo letto articoli di baciapile e di atei devoti densi di servilismo, che però talvolta lasciavano in coda agli elogi un retrogusto velenoso. Abbiamo letto anche analisi interessanti (ci limitiamo a segnalare quella di Marco Marzano su MicroMega). Anche stavolta molti non sono riusciti a trattenersi dal classificare i papi con il criterio politicista del bipolarismo centrodestra/centrosinistra tipico dei talk show, contrapponendo il “conservatore” Ratzinger al “progressista” Bergoglio: un criterio marginale in questo caso, sbagliato da un punto di vista razionale e, supponiamo, anche un po’ offensivo da un punto di vista religioso. ...


ATTUALITA': Ratzinger il papa della messa in latino

di Maria Gigliola Toniollo, Senior Consultant, Synergia - Initiatives for Human Rights

Muore un altro papa. Soffocati da ondate di devozione conformistica e assordati dalle fanfare mediatiche, si riflette su questo Joseph Ratzinger, bianco nell’abito, croce d’oro e scarpette rosse. Teologo, intellettuale, difensore del tradizionalismo, ostile e divergente dalle istanze del suo tempo su autodeterminazione e diritti della persona, da “inquisitore” a papa, dedito a frenare venti di speranza e di cambiamento ispirati anche dal Concilio Vaticano, Benedetto XVI resta il papa della Messa in latino, l’icona di una vecchia intransigenza cattolica, ma anche il papa della riabilitazione di Galileo, dell’intesa con i fratelli giudei, delle scuse dell’istituzione ecclesiastica davanti a certe dure repliche della storia, mite nei modi, ma di forza straordinaria, se si pensa alla grande rinuncia. ...


ATTUALITA': fede e dubbi di un ex papa

di Andrea Cattania, ingegner e epistemologo

La figura di Joseph Ratzinger, già papa Benedetto XVI, è stata commentata in tutto il mondo da voci di diverso orientamento e di segno opposto. La natura problematica e complessa del personaggio richiede un’analisi approfondita: questo articolo ne anticipa alcuni temi. ...


ATTUALITA': De mortuis nihil nisi bonum (dei morti nulla si dica se non il bene)

di Valerio Pocar, già prof. di Bioetica e Sociologia del diritto, univ. Milano

Papa Ratzinger, Benedetto XVI, ha lasciato la vita terrena. L’ansia di mitizzazione e l’uso sfrenato del superlativo, che caratterizza i media di questi tempi, ha indotto a parlare, salvo rare eccezioni, di uno dei (più) grandi papi dell’epoca recente, di uno dei (più) grandi teologi dell’ultimo secolo e così via. La rinuncia alla carica pontificale, dovuta probabilmente a lotte intestine vaticane e a problemi che la Chiesa si trova in difficoltà ad affrontare, non gli è costata il giudizio dantesco di “viltade”, come costò all’infelice suo predecessore Celestino V da Morrone, ma gli ha meritato un universale encomio per aver saputo, interpretando la “modernità” della Chiesa, dare il segnale che la carica papale è un “servizio” e che pertanto fu meritorio fare un passo indietro, come oggi si usa dire, a beneficio della medesima Istituzione. E così via e così via. Fino all’invocazione “santo subito”, che già ha accompagnato, con pieno successo, l’exitus dei papi recenti. De mortuis nihil nisi bonum. ...


MUSICA: il romanticismo come religione nella musica di Beethoven

di Sergio Mora, saggista e musicologo

Ludwig van Beethoven è il musicista che più di tutti incarna lo spirito artistico e umano nato dalla Rivoluzione francese. Beethoven è anche il primo musicista avveduto ed informato nell’ambito filosofico e letterario della sua epoca. E’ stato cioè capace di esprimere i contenuti ed i meccanismi formali, che si erano imposti dopo i rivolgimenti sociali di fine settecento, attraverso la mediazione con gli intellettuali di quel periodo. Beethoven riesce a rendere vivo e spontaneo il pensiero di Kant attraverso l’aspirazione verso un atteggiamento morale privato d’ogni rivestimento ecclesiastico ma fondato sulla responsabilità individuale, l’imperativo categorico: “Agisci in modo tale da trattare l’umanità, sia nella tua persona che in quella di ogni altro, sempre come fine e mai come mezzo.” ...


PSICOANALISI: nel nome del padre

a cura di Grazia Aloi, psicoanalista e psicologa

Quando scelgo un argomento da trattare, prima di tutto mi raffiguro il titolo; esso è già nella mia mente ancor prima delle parole (mi piacerebbe scrivere di….) A differenza di qualche altra volta, in questa ho subito realizzato di dover fare i conti con almeno tre situazioni importanti e complesse di cui ho memoria e conoscenza. La prima è il film di Bellocchio del 1972, che ha proprio lo stesso titolo. La seconda è il film del 1993 di Jim Sheridan, anch’essa con lo stesso titolo. La terza, sicuramente più di nicchia per gli addetti ai lavori, non è un film ma una questione teorica in ambito psicoanalitico, ossia la questione della forclusione del Padre teorizzata da Lacan. ...


LIBERALISMO: CRONOLOGIA ESSENZIALE DEL LIBERALISMO - Capitolo 6 -tre decenni di liberalismo inglese

di Raffaello Morelli, saggista e commentatore politico-istituzionale

3.8 – Tre decenni di liberalismo inglese.
3.8 a) Il quadro generale. Nel paragrafo 3.3, ho già parlato del progressivo espandersi dei principi della libertà individuale nell’economia inglese e del suo tradursi nella rivoluzione industriale caratterizzata dalla frammentazione e dal progressivo impatto sulle condizioni sociali ed istituzionali del paese. Ci sono ritornato poco dopo, al paragrafo 3.5., trattando in specie della trasformazione dei whigs in Partito Liberale nel 1842. In sintesi, si può dire che in Inghilterra l’800 fu il secolo contrassegnato dal regno molto lungo della regina Vittoria (63 anni) e dai numerosi ed importanti primi ministri liberali che, durante questo regno, governarono il paese per oltre un trentennio (mettendoli insieme) . Peraltro, negli anni centrali del secolo, un ulteriore carattere di rilievo nella cultura politica liberale, fu l’opera di un grande pensatore, John Stuart Mill, che ha dato un contributo importante al liberalismo. Ed è certo decisivo ricordare che in quello stesso periodo, sempre in Inghilterra, si verificò un avvenimento epocale nella storia della scienza di tutti i tempi (che, come sostengo, è affine al liberalismo): la pubblicazione del saggio di Charles Darwin, basato su ricerche sperimentali, che segnò l’avvio dell’evoluzionismo e delle nuove conoscenze, da allora raggiunte ed ancora in divenire. Ne parlerò in seguito. ...


LAICITA': spiritualità laica

di Paolo D’Arpini, filosofo orientalista

La vita non può seguire un canone di comportamento standardizzato. Non è un processo ideologico con precise regole e norme con le quali cercare di “adattare” la realtà al proprio pensiero. Al contrario la vita è una forma di adesione a ciò che è, nella visione e propensione di restare in armonia con ciò che è, sempre conservando la propria natura adattandola però alle condizioni in cui ci si viene a trovare. Insomma basta essere se stessi senza lasciarsi condizionare da un credo, mantenendosi però in sintonia con ciò che è, nella comprensione della comune appartenenza esistenza. Questo modo espressivo è spontaneo e naturale e corrisponde alla consapevolezza di appartenere al Tutto. ...


DIALOGHI: pedofilia clericalismo - Dialogo tra un credente e un non credente

di Valerio Pocar, già prof. di Bioetica e Sociologia del diritto, univ. Milano

Credente. Questa sì che è una buona notizia! La Conferenza episcopale italiana ha reso noti i dati relativi alle denunce di abusi sessuali su minori denunciati negli ultimi due anni. Di un addetto ai servizi ecclesiastici
C. Si parla di 613 negli ultimi vent’anni. Ma sono dati parziali, pare.
Nc. Non sono pochi e non saranno mica tutti. E poi, chi sono i colpevoli?
C. La statistica riportata riferisce che si tratta in più della metà dei casi di un maschio tra i 40 e i 60 anni, per lo più un prete nel 44,1, di un laico addetto ad attività ecclesiastiche nel 38,8 o di un frate nel 22,1 per cento dei casi.
Nc. Che ci fossero religiosi pedofili si sapeva. Che fine hanno fatto le denunce? Le hanno inoltrate alla Procura della Repubblica? ...